Lightbox Effect

Continuiamo i nostri viaggi sghembi, a volte casuali a volte no, stimolati da letture internettiane incontrate per "caso". Oggi partiamo da questo articolo sull'interessantissimimo sito Trashfood.
Come ci sono arrivato non lo so o forse sì. Stavo cercando informazioni sul colorante E150d e per un vero o per l'altro, spulciando all'interno del sito, sono stato incuriosito dal titolo dell'articolo: "E900, passami il dimetilpolisilossano".
E qui comincia il viaggio con le tappe spesso inaspettate.
Ma prima di partire vediamo cos'è questo dimetilpolisilossano.
L'E900 (dimetilpolisilossano) è un'additivo chimico che ha svariate applicazione (come vedremo) nei campi più disparati grazie alle sue proprietà antischiumogene. E qua si apre un modo! E giuro non saprei da dove cominciare... quindi facciamo come sempre e seguiamo la "Forza" come direbbe Maestro Joda.
Andiamo...
Possiamo partire dagli oli per friggere. Questa è un'interrogazione del 2003 consultabile all'interno della banca dati di diritto europeo dove si può leggere appunto che:

Il dimetilpolisilossano viene utilizzato come agente antischiuma e in quanto tale impedisce la produzione di umidità durante la frittura.

A questo scopo è utilizzato anche presso Mc Donald's per friggere crocchette e patatine.
Ma d'altronde come indicato su Trashfood, perchè preoccuparsi? Perchè i dati del WHO (World Health Organization) riguardanti il "dimme", considerato sostanza inerte e non tossica, risalgono agli anni sessanta/settanta?
Perchè forse lo stesso "dimme" lo troviamo nelle protesi mammarie?

Ecco cosa si può leggere al tal proposito sul sito dell'enciclopedia Treccani:

mastoplastica Intervento chirurgico avente lo scopo di ricostruire (totalmente o parzialmente) la mammella o di modificarne il volume, la forma o la posizione. Può distinguersi perciò in e in m. correttiva . Il primo tipo, usato in caso di assenza della mammella sia congenita (amastia o ipomastia) sia acquisita (mastectomia), consiste in innesti di tessuto adiposo o, più frequentemente, in protesi di sostanze sintetiche. Alla m. correttiva si ricorre in caso di micromastia, con inoculazione di dimetilpolisilossano o altre sostanze per aumentare il volume e la consistenza della mammella e migliorarne la forma, o in caso di mammelle ipertrofiche, pendule, lasse (o ptosi della mammella).

Ma andiamo avanti...

E' ora il turno di tisane e bevande varie. Ecco quale esempio:
- Tisanoreica bevanda ai frutti rossi: Ingredienti: Proteine del latte, polidestrosio, fruttosio, aromi, estratto secco di papaia, estratto secco di ananas, amido, silice, estratto secco di malva, estratto secco di anice stellato, estratto secco di finocchio, estratto secco di carciofo, estratto secco di tarassaco, estratto secco di senna, acido citrico e acido malico.antiagglomeranti carbonato di magnesio e diossido di silicio.edulcorante aspartame.coloranti caramello,rosso di barbabietola.antischiumogeno dimetilpolisilossano.

 
- Lipton Iced Tea Crystals: Ingredients SUGAR, CITRIC ACID, INSTANT TEA, NATURAL AND ARTIFICIAL FLAVOURS AND DIMETHYL POLYSILOXANE.
- Bevande destinate ai distributori automatici self-service

Continuando il viaggio, scopro un altra denominzione di "dimme", ovvero Simeticone o Dimetilpolisilossano attivato.

Il Simeticone (dimetilpolisilossano) è un farmaco utilizzato in casi di meteorismo, un disturbo che si manifesta con un aumento dei gas intestinali e conseguente dilatazione dello stomaco e emissioni di gas rettali e rumori intestinali. Il Simeticone svolge la sua funzione con un meccanismo assorbente nel tratto gastrointestinale.

Direi che partendo dagli oli di frittura non mi sarei immaginato di certo di arrivare ai "rumori" intestinali.


Altro giro su Google con come nuova chiave di ricerca Simeticone ed approdo qua: Simetic, un medicinale per il trattamento del meteorismo e della già citata aerofagia. Dove tra le varie cose si può leggere quanto segue:

 Gravidanza.

    Non vi sono dati adeguati sull’uso di Simetic nelle donne in gravidanza, pertanto non dovrebbe essere usato in gravidanza a meno di una reale necessità e dopo valutazione del rischio/beneficio da parte del medico.

    Allattamento.

    Non è noto se il simeticone venga escreto nel latte materno. L’escrezione del simeticone nel latte materno non è stata studiata negli animali. La decisione se continuare/interrompere l’allattamento o continuare/interrompere la terapia a base di simeticone dovrebbe essere presa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il neonato e della terapia a base di simeticone per la donna.

Come non vi sono dati adeguati? Come non è noto questo? Come non è stato stuato quello?
 
E dalla gravidanza passiamo direttamente ai bambini con un altro prodotto sempre il trattamento
sintomatico del meteorismo gastro-enterico e dell’aerofagia, Mylicon bambini gocce orali soluzione.
Per cui a sto punto possiamo tranquillamente affermare che il simeticone è un......... carminativo, come ampiamente illustrato nel sito my-personaltrainer.it:

Simeticone

Il simeticone - o dimeticone che dir si voglia - è un agente antischiumogeno orale, utilizzato per alleviare tutti quei sintomi molesti riconducibili ad un'eccessiva presenza di gas a livello gastro-intestinale (dolori, crampi, borborigmi, senso di tensione, eruttazioni, flatulenze ecc.).
Il simeticone è di fatto un carminativo; come tale non contrasta direttamente la formazione di gas, ma ne favorisce l'espulsione sottoforma di eruttazioni e flatulenze. Simeticone

Grazie alla presenza di aerogel di silice nella sua composizione, infatti, il simeticone diminuisce la tensione superficiale delle bollicine d'aria intrappolate nel muco e nel "bolo" gastro-intestinali, favorendone di fatto la coalescenza; si vengono così a formare delle bolle di maggiori dimensioni, contenenti gas libero che viene facilmente assorbito dalla parete del'intestino o eliminato all'esterno attraverso i movimenti peristaltici o l'eruttazione. L'azione del simeticone è quindi puramente fisica, quindi indipendente da qualsivoglia reazione chimica od enzimatica.
Oltre a contrastare tutti i sintomi legati a gonfiore e meteorismo, riconducibili ad un cattivo processo digestivo, il simeticone viene utilizzato come ausilio nella diagnostica per immagini del tratto gastro-intestinale, ad esempio per ridurre le ombre legate alla presenza di aria nelle immagini radiografiche od ultrasuonografiche.
L'utilizzo del simeticone è stato proposto, senza particolare successo, anche nel trattamento delle coliche gassose del neonato - lattante.

Altro paio di cose interessanti da notare: le utlime due righe sugli scarsi risultati nel trattamento delle coliche del neonato e la comparsa di un termine a noi già noto, ovvero dimeticone.
Quindi il simeticone, dimeticone, E900 e dimetilpolisilossano, sono la stessa cosa? Sembrerebbe proprio di sì a giudicare dai dati in nostro possesso, dai siti/link visitati, non ultimo questo pdf (Chimica delle materie prime), trovato sul sito dell'Università di Salerno, dove basta andare a vedere la sezione dedicata ai lipidi siliconici.
Ora, mi viene spontanea una piccola riflessione: per quanto riguarda le proprietà carminative, possibile che si debba arrivare a bersi del silicone quando Anice verde, Camomilla, Cannella, Cardamomo, Carvi, Coriandolo, Cumino, Finocchio, Menta piperita, Melissa e Zenzero, hanno questo tipo di proprietà, come si può leggere in questo o altri articoli presenti in rete?

E ad articolo già finito, quando stavo giusto cercando qualche immagine da aggiungere, finisci sulla pagina del Maalox, anche lui con il suo bel dimeticone tra gli ingredienti.

Opinioni: 

Tiro giù questo post di getto e vediamo cosa ne esce fuori. Trovo nel bagno del negozio un vecchio spruzzino "Winni's - multiuso", lasciato tempo fa da una cliente.

 
Siccome oramai leggo le etichette di qualsiasi cosa, non mi esimio di certo dal farlo pure in questa occasione, trovando la stessa alquanto minimalista e criptica.
Inf 5% Tensioattivi non ionici, 5%-15% Alcol etilico. Altri componenti: profumo

Ok, dice però che per qualsiasi informazione sul prodotto c'è il sito: www.winnis.it, vado, clicco, ma di INCI manco a parlarne o forse sono semplicemente io che non avendo ore da perdere o essendo particolarmente imbranato non lo trovo.

Cerco meglio ed in effetti dopo un pò di passaggi si arriva alla scheda tecnica del prodotto tramite il sito www.madel.net

3. COMPOSIZIONE/INFORMAZIONE SUGLI INGREDIENTI
3.1. Sostanze N.A.
3.2. Miscele
Componenti pericolosi ai sensi della Direttiva CEE 67/548 e del Regolamento CLP e relativa classificazione:
5% - 15% Solvente alcolico
N.67/548/CEE: 603-002-00-5 CAS: 64-17-5 EC: 200-578-6
F; R11; sostanza con un limite comunitario di esposizione sul posto di lavoro
2.6/2 Flam. Liq. 2 H225

Continuo ad ammettere di capirci ben poco. Poi cercando sulla rete, finisco sul forum di Saicosatispalmi e trovo questo INCI:

Immagine AQUA (solvente)
Immagine
ALCOHOL (solvente)
Immagine PARFUM

Immagine DECYL OCTYL POLYGLUCOSE (tensioattivo)
Immagine
LAURYL POLYGLUCOSE (tensioattivo)
Immagine
SODIUM LAURYL SULFATE (denaturante / emulsionante / tensioattivo)
Immagine
CI 19140 (colorante cosmetico)
Immagine
CI 42051 (colorante cosmetico)
Immagine
CI 42090 (colorante cosmetico)
Immagine
CI 47005 (colorante cosmetico)

che onestamente io non sono riuscito ad evincere neppure dalla scheda tecnica.
Premetto che a me non me ne può fregare di meno di parlare bene o male di tizio o di caio, cerco soltanto di capire. E allora vado a ridare un'occhiata alla normativa/legislazione europea in merito all'etichettatura dei detergenti dove si può leggere che:

Sull’imballaggio va riportato l’indirizzo web contenente l'elenco degli ingredienti figuranti nella sezione D dell'allegato VII. (...) Devono essere elencati tutti gli ingredienti; essi devono essere elencati in ordine decrescente di peso e l'elenco deve essere suddiviso nelle seguenti categorie percentuali di peso:
- uguale o superiore al 10 %,
- uguale o superiore all'1 % ma inferiore al 10 %,
- uguale o superiore allo 0,1 % ma inferiore all'1 %,
- inferiore allo 0,1 %.
D. Pubblicazione dell'elenco degli ingredienti
I fabbricanti devono rendere disponibile su un sito web la succitata scheda degli ingredienti, fatta eccezione per le seguenti informazioni:
- non sono richieste le percentuali in termini di peso,
- non sono richiesti i numeri CAS,
- per gli ingredienti vanno indicate la denominazione secondo la nomenclatura INCI o, ove questo non sia disponibile, il nome secondo Farmacopea europea. In mancanza di entrambi sarà fornita o la denominazione chimica o la denominazione IUPAC. Per la definizione di profumo va usato il termine "parfum" e per l’agente colorante il termine "colorant". Un profumo, un olio essenziale o un colorante sarà considerato un singolo ingrediente e non sarà elencata nessuna delle sostanze in esso contenuta, ad eccezione delle fragranze allergizzanti riportate nell’elenco delle sostanze di cui all’allegato III, parte 1, della direttiva 76/768/CEE qualora la concentrazione totale della fragranza allergizzante contenuta nel detergente superi il limite indicato nella sezione A.
L’accesso al sito web non è soggetto ad alcuna restrizione o condizione e il suo contenuto va tenuto aggiornato. Il sito contiene un link con il sito della Commissione sui farmaci o eventuale altro sito web ad hoc che fornisce una tavola di corrispondenza tra le denominazioni INCI, la Farmacopea europea e i numeri CAS.

Insomma, ci capisco sempre di meno e direi che tendenzialmente mi sono perso.
Certo la chiarezza a casa mia è un'altra cosa, ma forse ripeto per l'ennesima volta, è un problema mio.
Ma continuiamo, e lungi da me aver preso di mira un prodotto o brand. Cerco soltanto di estrapolare dei concetti utilizzando dei dati spero i più oggettivi possibili. Provo a spiegarmi.
Sull'etichetta frontale e su quella posteriore del prodotto campeggiano in bella evidenza immagini e slogan decisamente "eco": econatura per un mondo più pulito, naturel, con materie prime vegetali, completamente biodegradabile, ipoallergenico, non testato sugli animali, divisione ecologia ecc...


Andiamo un pò a vedere.
Per quanto riguarda il cruelty free, dal 2004 è illegale testare il prodotto finito.
Le materie prime vegetali invece quali sarebbero? Detto così, sembrerebbero tutte di orgine vegetale.
E siamo sicuri che sia completamente biodegradabile? Ah, accanto a questo claim c'è un asterisco che rimanda a quanto segue:

I tensioattivi presenti nel prodotto sono facilmente, rapidamente e completamente biodegradabili

Appunto, i tensioattivi, perchè sempre secondo la normativa prima citata il concetto di biodegradabilità riguarda i tensioattivi. Quindi, sempre se non dico stupidate e se ho capito bene, in questo caso parliamo dell'x percentuale del 5% della formulazione. In realtà trovo conferma in questo articolo del sito spesacritica.com:

I  prodotti Winni’s sono biodegradabili oppure no?
I suoi tensioattivi SI, lo sono, perchè di origine vegetale appunto, ma altre componenti lo sono meno (...). Non soffermatevi a guardare solamente “i benefici che vengono elencati nell’etichetta di un prodotto“: spesso si rivelano degli specchietti per le allodole, perciò riflettete su ciò che, invece, non vi viene CHIARAMENTE detto.

Ed ecco che finalmente, tra una sbirciata a quanto sto scrivendo, ad altri articoli della rete e google, trovo finalmente il link per avere l'INCI (aqua, alcohol, parfum, decyl octyl polyglucose, lauryl, polyglucose, sodium lauryl sulfate, CI 19140, CI 42090) che coe si può vedere non è quello precedentmente visto su Saicosatispalmi.

Che, dire o altro aggiungere. Fate voi, certo però non mi sembra che la chiarezza la faccia da padrone. Mi sembra tutto così arzigogolato e barocco. E per finire, tutto sto eco di qui ed eco di là e neanche una certificazione? E dulcis in fundo l'utilizzo del claim "ipoallergenico":

Il termine "ipoallergenico" nella pubblicità del cosmetico non è regolamentato e significa solo che per quanto ne sa il produttore la probabilità di scatenare una reazione allergica da contatto è più bassa. Non esistono sostanze anallergiche e la maggioranza delle reazioni al cosmetico sono legate al fenomeno della dermatite irritativa da contatto che non sviluppa necessariamente reazione allergica. Per un consumatore un cosmetico vantato come IPOALLERGENICO non è più sicuro di un cosmetico di un altro. Tutti i cosmetici vengono messi sul mercato presumendo che siano sicuri per il consumatore e il rischio soggettivo di essere allergico a qualche sostanza non cambia se il produttore ha scelto alcuni ingredienti anziche altri. L'unica tutela è leggere la lista ingredienti ed individuare gli ingredienti a cui si potrebbe essere allergici (sperando che i centri di allergologia comincino ad utilizzare anche loro le designazioni INCI. Chiarimento FDA sull’utilizzo del claim "ipoallergenico"
XXIV/1895/98 : Opinion concerning hypoallergenic claims on cosmetic products, adopted by the plenary session of the SCCNFP of 20 May 1998


Ok, facciamo che ci stoppiamo qua che ho già perso 10 anni di vita...


Opinioni: 

Detersivi

17:26 sabato 13 aprile 2013

Un filosofo ed economista del secolo scorso, Carlo Marx, scrisse che nella sua (e nostra attuale) società esiste la finzione giuridica che ogni cittadino abbia una conoscenza enciclopedica delle merci. Le etichette dei preparati per lavare offrono un elegante esempio di come i cittadini siano tenuti all'oscuro delle merci, la cui ipotetica conoscenza enciclopedica è davvero una fictio iuris.
La lettura di tali etichette, infatti, non fornisce alcuna informazione non solo su quello che il preparato contiene, ma ancora meno sull'effetto inquinante di ciascuno. Il tutto con la benedizione della legge italiana che autorizza i produttori a prendere in giro i consumatori.
Ma leggiamo insieme qualche etichetta di polveri per lavare.

Uno dei preparati in commercio dice di contenere: "5 % fosfonati (contenuto in fosforo inferiore a 0,5 %); policarbossilati; acido citrico; tensioattivi nonionici". Ma quanto di ciascuna di queste sostanze è presente in quel 5 % ? I tensioattivi nonionici, che contribuiscono al lavaggio, sono presenti in ragione del 4,5 % o dello 0,5 % della polvere ? Fa una bella differenza.
Il blocco successivo di informazioni dice che dal 5 al 15 % è costituito da: "Tensioattivi anionici; silicato di sodio; bicarbonato di sodio; tetraacetiletilendiammina". Anche qui il bicarbonato di sodio e il silicato di sodio, che sono sostanze aggiunte per "far peso", praticamente inerti, in quale proporzione sono presenti ? Sul valore indicato, "5-15 %" del totale del preparato, quanto tensioattivo anionico (una delle sostanze che servono al lavaggio) c'è ?
Un preparato contiene inoltre dal 15 al 30 % di "carbonato di sodio; zeoliti tipo A; sbiancante a base di ossigeno (percarbonato di sodio)". Il carbonato di sodio è una sostanza alcalina; la zeolite ha la funzione di impedire o ritardare la separazione dei sali di calcio presenti nelle acque del lavaggio e il percarbonato di sodio è un agente ossidante, un po' migliore del perborato, ma con la stessa funzione e con lo stesso effetto di attacco delle fibre del bucato.
Anche qui l'acquirente non ha nessuna informazione sulle proporzioni relative di ciascun ingrediente.
Notte fonda per il resto. Sommando 5 %, più 15 %, più 30 % (cioè stando dalla parte della massima quantità dichiarata di ciascuno dei vari gruppi di ingredienti) si arriva al 50 %. Il restante 50 % della polvere è costituito, come dice l'etichetta, da: "Altri ingredienti: enzimi, profumi, antischiuma, sbiancanti ottici, stabilizzanti, antiridepositanti". Quali sono questi ingredienti? quale è la concentrazione di ciascuno ? che effetto hanno sull'ambiente e sui tessuti?
È tutto qui o ci sono altre sostanze inerti, di carica, di basso valore commerciale, aggiunte anch'esse "per far peso"?

Opinioni: 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...