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In diversi pesci si sono trovare quantità rilevanti di pesticidi, per esempio nel fegato dei tonni.
Si ritiene che il pesce offra, sotto questo aspetto, meno pericoli della carne di animali terricoli, tuttavia, i danni alla salute dell'uomo derivanti dalla carne di pesce per i pesticidi che vi si riscontrano si aggiungono agli altri danni  che l'uso alimentare del pesce comporta.
Si deve anche dire che i pesci dell'Atlantico pescati in profondità sono, ovviamente, meno inquinati da pesticidi, specie se si tengono presenti gli alti tassi di inquinamento del nostro mare Mediterraneo.
Si coglie l'occasione per sfatare una leggenda e cioè che la carne di pesce sia "salutare" perchè contiene molto fosforo, ergo fa bene al sistema nervoso, al cervello e in particolare agli studenti ecc.
Come stanno effettivamente le cose?
La maggior parte degli alimenti oggi reperibili contiene fosforo in quantità più che sufficiente a coprire il fabbisogno umano di questo elemento.
In particolare tra la carne di animali terricoli e la carne di pesce non c'è, per contenuto di fosforo, una differenza tale che possa fare attribuire ad uno dei due tipi di carne delle capacità speciali, rispetto all'altro. Abbiamo voluto cercare conferma di quanto sopra affermato esaminando le tabelle di composizione degli alimenti dell'ISTITUTO NAZIONALE DELLA NUTRIZIONE, compilate da E. Carnevale e F. Minuccio (1989) ecco cosa tali tabelle ci dicono per quanto riguarda il contenuto di fosforo (i dati riportati sono relativi a due gruppi di nove specie animali ciascuno).


Come risulta dall'esame di queste tabelle comparative quella modestissima quasi trascurabile maggiore presenza di fosforo nella carne di pesce, non può in alcun modo giustificare la leggenda (13) che privilegia il pesce come alimento da assumere per facilitare prestazioni intellettive.
Anzitutto dobbiamo rilevare che esistono dei vegetali i quali (sempre in milligrammi per 100g di parte edibile) contengonopiù fosforo del pesce, per esempio: i fagioli (437), i ceci (299), le lenticchie (347), le mandorle (500), i piseli (320) ecc. (dati tratti dalla medesima fonte sopra citata), ma soprattutto occorre mettere in evidenza che non esiste alcun vegetale privo di fosforo.


Il fosforo è diffusissimo in natura. Il corpo umano contiene fosforo nella misura dell'1% del suo peso, quindi in una persona che pesa 60Kg si trovano 600 grammi di fosforo. Questo elemento è presente in tutte le cellule e partecipa soprattutto alla struttura delle ossa e dei denti, delle molecole di importanti enzimi e degli acidi nucleici. Il fosforo è quindi indispensabile, ma questo non significa che più ce n'è e meglio sia, anzi, è stato accertato che un eccesso di fosforo può ostacolare l'assorbimento del calcio (nell'alimentazione il calcio e il fosforo dovrebbero essere presenti in eguale misura, cioè nel rapporto di 1 a 1 e il fabbisogno giornaliero, per un uomo adulto, dovrebbe essere di 800mg al giorno, sia per il calcio che per il fosforo).

Opinioni: 

La colofonia

17:20 sabato 19 gennaio 2013

La colofonia : cos'è?

È un prodotto della resina oliosa del pino, si trova nel flusso resinoso di questa pianta,nelle radici fossilizzate e persino direttamente nel legno. La colofonia (in inglese "rosin" o "colophony") è una resina vegetale ambrata, trasparente, residuo della distillazione delle trementine. Contiene varie componenti in grado di sensibilizzare, tra esse l’acido abietico è il più importante.

Dove è contenuta la colofonia

La Colofonia è presente in una vasta gamma di prodotti. La maggiore causa di sensibilizzazione è rappresentata da materiale adesivo (cerotti, nastri adesivi in genere, colle, mastici, nastri isolanti, carte moschicide). Queste sostanze possono entrare nella composizione di cosmetici, in particolare prodotti per il make up, quali in mascara, matite, stick per labbra.








È usata sia nella industria nautica che nell’industria tessile per ottenere stoffe non gualcibili, come legante naturale all’interno di varie vernici. È utilizzata anche come detergente per superfici difficili quale cuoio e macchine utensili. La possono contenere come rivestimento botti destinate alla Birra, è utilizzata persino come antiruggine su superfici metalliche.
Presenza di colofonia può essere evidenziata anche nei cosmetici (cere depilatorie, maschere, prodotti per capelli, saponi per toilette), nei preparati odontoiatrici, in prodotti per il disegno, inchiostri, carte carbone, carte fotografiche, gomme varie (anche da masticare), capocchia dei fiammiferi, lucidi da scarpe, cere per pavimenti, materiali plastici isolanti, francobolli, prodotti per la manutenzione, ceralacca, paste per modellare, può trovarsi anche in polveri utilizzate per migliorare la presa su oggetti vari (comandi per macchine industriali, attrezzi musicali e sportivi).

Opinioni: 

Nel passaggio dalla cosmesi tradizionale a quella ecobio lo shampoo è sicuramente il prodotto più “problematico” e sono necessari vari tentativi e tanta perseveranza per trovare il prodotto adatto ai propri capelli. L’importante è non scoraggiarsi dei primi insuccessi, che purtroppo, sono frequenti e dei risultati che arriveranno con un po’ più di lentezza rispetto a quelli garantiti dai tradizionali shampoo da grande distribuzione che, seppur molto performanti, alla lunga danneggeranno seriamente i vostri capelli a causa delle sostanze chimiche dannose contenute. Chi passa ad uno shampoo eco-biologico lamenta, specialmente nei primi utilizzi, la sensazione di capelli poco puliti o unti, difficoltà nel districarli, prurito, chioma spenta e poco lucente, secchezza eccessiva, insomma, una chioma ingestibile!

Tutto questo non deve preoccupare, è normale che possa succedere e c’è una spiegazione al perché accade, ma soprattutto, è risolvibile con alcuni tentativi e con la perseveranza nell’uso. In poche parole, se vi è capitato di avere capelli ingestibili in seguito all’uso dei vostri primi prodotti ecobio per capelli, non demordete, la situazione migliorerà col tempo ed i vostri capelli saranno finalmente liberi da schifezze chimiche e veramente sani in modo naturale, con un occhio di riguardo anche per l’ambiente.
Come mai è così difficile trovare da subito lo shampoo eco-bio perfetto per i propri capelli?
La spiegazione è semplice. Gli shampoo tradizionali che troviamo in commercio nelle profumerie o che il nostro parrucchiere ci spaccia come miracolosi per i capelli, in realtà sono pieni di sostanze poco raccomandabili che nel tempo, con l’uso ripetuto, hanno “intossicato” la nostra chioma.
I famigerati siliconi ed i pessimi derivati petrolchimici che troviamo in questi prodotti (petrolatum, paraffinum liquidum) garantiscono un bellissimo effetto apparente; i capelli appaiono luminosi, morbidi, con una ottima pettinabilità. Tuttavia in pochi sanno che il silicone è uno dei principali responsabili della rovina dei capelli e della formazione di doppie punte.
Ebbene sì. Il bellissimo effetto lasciato sui capelli da un prodotto “siliconato” si accompagna ad una rapida ed inevitabile comparsa delle tanto temute ed odiate doppie punte.

Opinioni: 

Gli oli di Semi

13:51 sabato 5 gennaio 2013

Diamo un’occhiata al processo usato per estrarre l’olio di semi o di sansa di oliva. Tenete presente che non abbiamo nessuna intenzione di “far terrorismo” ma solo di informarvi su quello che mangiate. Sebbene l’extravergine d’oliva sia unanimemente riconosciuto come il migliore grasso vegetale, la sua produzione, commercializzazione e consumo rimane assolutamente marginale rispetto agli altri oli vegetali. Sulla base di studi dell’Università di Milano possiamo affermare che la produzione di tutti gli oli di oliva, compresi quindi anche i rettificati, rappresenta solo il 2,3% di tutti gli altri grassi vegetali. Per ottenere sia l'olio di semi che di sansa di oliva, bisogna utilizzare degli idrocarburi (normal esano) come solventi. Il normal esano riesce ad estrarre dai semi o dalla sansa non solo l’olio, ma anche altre sostanze non proprio innocue per il nostro organismo quali gomme e resine che poi vengono allontanate dall'olio stesso. (Notare che anche l'olio di sansa viene estratto mediante normal esano). Poi l’estratto viene sottoposto a desolventizzazione e in seguito vi viene aggiunto acido fosforico per separare le gomme e le resine. Successivamente per ridurre l’acidità viene aggiunto l’idrossido di sodio. Dopo questo passaggio si fanno trattamenti con acque dette Tecnologiche per eliminare la saponificazione. Certo questi oli lasciano un minimo odore di fritto, le fritture sono croccanti e all’apparenza asciutte ma io butto via volentieri olio e patatine e voi siete liberi di continuare a mangiarle.

Quindi ricapitolando: I diversi semi oleosi, ricchi per oltre il 20% d'olio, dopo essere stati decortizzati e puliti vengono ridotti in minuscoli pezzetti da mulini speciali. Così macinati, sono riscaldati e portati a un'umidità prestabilita in speciali condizionatori. Inizia quindi il processo di spremitura effettuato con passaggi in presse continue (alte pressioni e 180-190°C di temperatura).  Il prodotto così ottenuto è ricco di mucillagini, farine di seme e piccoli pezzi dello stesso, composti indesiderabili per l’utilizzazione finale e non sono commestibili subito dopo l’estrazione, lo diventano solo per raffinazione. Raffinazione o rettificazione degli oli sono termini equivalenti che indicano una serie di trattamenti industriali destinati ad eliminare da un olio le sostanze estranee.

Queste fasi tecnologiche possono essere così schematizzate e riassunte:
1. degommazione, ovvero rimozione di gomme e mucillagini
2. deacidificazione
3. decolorazione
4. deodorazione
5. demargarinazione, ovvero rimozione delle cere

N.B. Quanto detto sopra riguarda gli oli di semi estratti chimicamente. Va detto che esistono in commercio oli di semi di girasole estratti a freddo con il metodo meccanico BAGLIONI. In questo caso viene espressamente riportato in etichetta chè l'estrazione è avvenuta meccanicamente e non chimicamente. Di solito questi oli sono quasi sempre etichettati da agricoltura biologica. Ovviamente sono di migliore qualità ma resta il fatto che hanno un punto di fumo inferiore a quello dell'olio di oliva.

Opinioni: 
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