Lightbox Effect

Ciao a tutti! Eccomi di nuovo qua per parlarvi di un nuovo prodotto di make up da me provato della Sante Naturkosmetik: il mascara.
Innanzitutto, visto il mio lavoro, ho apprezzato la forma e la morbidezza dello "scavolino".
Oggi sul mercato vi è una vera invasione di scavolini: a corolla, a farfalla, a ventaglio, tridimensionali, a fiocco di neve e in questa giungla, come facilmente si può immaginare, i mascara si moltiplicano proprio come le ciglia si duplicano sugli occhi. Comprare un mascara oggi non sembra più un semplice acquisto di make up ma una vera e propria ricerca di una "spazzola per ciglia" che possa al meglio soddisfare il risultato finale che vogliamo ottenere.
Per quanto mi riguarda, io non sono un'amante del "Total Look", ovvero di un'"esasperata" ricerca di volume dove le ciglia piccole si attaccano a quelle più lunghe costruendo così spessore, ottenendo inevitabilmente però fila di ciglia raccolte a ciuffetti e aggregate disordinatamente. Un Look, questo, ispirato agli anni 60, dove imperversava il modello alla Mary Quant o alla Twiggy.
Io, personalmente, sono per uno stile anni 50. Per intenderci uno stile ampiamente utilizzato da star come Sophia Loren, Sharon Stone, Natalie Portman, con ciglia aperte a farfalla, ben separate.
E lo scavolino in questione essendo rotondo, morbido e di medio spessore mi permette, essendo simile a un pettine, di colorare le ciglia, riuscendo a vestire anche quelle più corte e semi invisibili, garantendomi un effetto molto naturale senza la formazione di grumi o quant'altro.


Veniamo ora al vero e proprio prodotto in questione e alla sua effettiva resa. Come tutti i prodotti Sante è garantito da una formula esclusiva, completamente naturale mediante l'utilizzo di cere appunto naturali  e pigmenti minerali, ingredienti quindi esclusivamente vegetali ed ecocompatibili.
 E' disponibile in due nuance (marrone e nero) e viene venduto con la dicitura volumizzante .
Personalmente l'ho trovato davvero un ottimo prodotto. Avendo gli occhi chiari e particolarmente sensibili ho sempre avuto problemi sulla ricerca e utilizzo personale di prodotti di make up applicabili sugli occhi. Questo mascara è riuscito effettivamente a conferire al mio sguardo un effetto naturale senza appesantirlo e  limitando al massimo rossori e fastidiosi sensazioni di bruciore. Non cola, pur non essendo un waterproof, in quanto gli ingredienti richiesti per rendere un mascara waterproof non sono ammessi dalle certificazioni ecobio, e nel caso si abbiamo piccole sbavature di prodotto, ho notato come con l'utilizzo di un pennellino si possa tranquillamente sfumare verso l'attaccatura delle ciglia stesse conferendo al trucco un effetto simil "rinfoltimento".
Unico neo è sicuramente l'intensità del colore, problema che sto riscontrando d'altronde in quasi tutti (se non tutti) i prodotti naturali. L'utilizzo di pigmenti esclusivamente naturali fa sì infatti che il colore finale abbia sicuramente un'intensità minore di un prodotto di "concorrenza". Sconsiglio vivamente eccessive passate di prodotto in quanto il risultato finale porterebbe solamente a un rischio maggiore di colature e sicuramente di sbavature di prodotto.
Anche per quanto riguarda il volume, sempre per il discorso che facevo in precedenza, l'utilizzo di cere naturali non garantisce l'effetto total look, ma  per un effetto volumizzante e una tenuta di lunga durata si  può passare, in questo caso, il mascara in più tappe, lasciando asciugare ogni strato prima di applicare il successivo.
Quindi per chi, come me, è alla ricerca di un buon prodotto completamente ecobio che utilizzi esclusivamente cere naturali e pigmenti minerali (che nutrono e rinforzano le ciglia stesse),  adatto anche agli occhi più sensibili e che possa garantire un effetto naturale con ciglia ben separate fra di loro, il mascara Sante fa sicuramente per loro.
Alla prossima!
Francesca Rossi (Make Up artist)

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Ed eccoci a parlare del prodotto. Per quanto riguarda il fondotinta, SANTE NATURKOSMETIK è presente oggi sul mercato con un fondotinta in crema, di facile applicazione, disponibile in tre colorazioni per soddisfare pigmentazioni differenti di pelle (porcellana, beige chiaro, beige bronzo). Da una prima analisi del "temutissimo INCI" si ha la bella conferma della totale assenza di agenti coloranti sintetici, profumi, conservanti e nessuna traccia di paraffina, parabeni e siliconi.



Al tatto la crema risulta molto morbida e vellutata di facile stesura sia con la mano che eventualmente con la spugnetta, e una bella sensazione di freschezza, dovuta alla presenza del burro di cupuacu, estratto di oli di melograno e olio di jojoba. Per quanto riguarda invece la resa effettiva come prodotto di make up lo reputo sicuramente un buon fondotinta "idratante" (la presenza dell'olio di jojoba garantisce una buona idratazione, con una discreta qualità protettiva garantita dagli estratti di oli di melograno ricchi di beta carotene e acidi grassi essenziali). La leggerezza della texture è però a scapito ovviamente della coprenza e non garantisce quindi una buona coprenza per eventuali discromie, couperose e macchie senili. Possiamo quindi paragonarlo più a una bb cream che a un vero e proprio fondotinta consigliabile quindi a pelli, sia giovani che mature, che necessitano di una buona idratazione senza però grossi problemi dermatologici. L'effetto lucido dopo la stesura si andrà tranquillamente a neutralizzare con l'utilizzo della cipria. Prodotto quindi buono, sicuramente da utilizzare nel caso la nostra pelle presenti le caratteristiche appena dette. ESAME PASSATO!

Francesca Rossi (Make Up artist)

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Confessioni di una Make Up artist

18:49 giovedì 24 ottobre 2013

Devo essere sincera, fino a pochissimo tempo fa il mercato "ecobio" mi suonava un pò come una piccola nicchia di mercato fatta di prodotti super cari destinati a chi, forse un pò troppo ottimista o addirittura sognatore, crede davvero di potere salvare il mondo attraverso piccoli gesti quotidiani. Poi un giorno, anche se ormai hai 40 e credi di non poter cambiare, inizi a fare caso a tante piccole cose a cui prima davi un differente significato. Anzi, più che differente, o diciamo che proprio non gliene davi affatto e quel giorno inizi a pensare che tutto ciò che vedi, che assapori, che tasti, che annusi non sempre sono sensazioni reali, ma un continuo modificare, elaborare, cambiare, enfatizzare, manipolare ciò che madre natura da sempre generosamente ci mette a disposizione. Inizi a fare caso a ciò che mangi, chiedendoti come mai le mele siano tutte perfettamente rotonde e di colore scintillanti, di quello che bevi, accorgendoti una volta letto per la prima volta il contenuto, come tu possa darlo da bere alla tua bambina, di quello che usi per lavarti, per lavare la biancheria, per stirare, per attenuare le rughe, per idratare il corpo e... per farti "bella".


E qui casca l’asino. Perché "fare belle le persone" è il mio lavoro. Io sono truccatrice, io metto, spalmo, spennello prodotti sulla pelle e, anche se non dovrei dirlo, non sempre queste cose fanno tanto bene. E' anche vero che si dice "se bella vuoi apparire un poco devi soffrire" ma perché farlo tutti giorni? Qui, permettetemi però, devo dire subito una cosa perché in ogni caso la verità va detta. Per un trucco altamente professionale non si può indugiare tanto sulla coprenza, la durata, la stendibilità. L'omogeneità dei prodotti raramente può essere assicurata senza l'ausilio di "determinate" sostanze, ma ognuna di noi, se non ognuna direi la maggior parte, ogni giorno non deve fare certo un servizio fotografico o andare in TV. Quindi x il self make up, per il nostro trucco di tutti giorni, perchè non iniziare a provare qualcosa di un pochino più naturale e che permetta di garantirci un buon risultato e una buona cura per la nostra pelle? Ho iniziato così a guardarmi un pò attorno, a testare su di me e, nel caso "soddisfatta", a consigliare ad amici, parenti e a chi si rivolge a me per un consiglio su marche di prodotti, il make up ecobio, essendo insegnante di self make up e appunto truccatrice di professione. Mi sono ritrovata così io stessa, "ironia" della sorte, a fare parte di quel mondo forse troppo ottimista o addirittura sognatore che crede di potere salvare il mondo attraverso piccoli gesti quotidiani a cui accennavo prima. Così di tanto in tanto vi parlerò di alcune mie prove cercando di essere la più professionale e diretta possibile. Sono sognatrice ma non possiedo la chiave di volta o il sapere assoluto su quali prodotti possano garantivi un risultato paragonabile in durata e bellezza ai prodotti "convenzionali" esistenti oggi sul mercato. Intanto inizieremo con Sante Naturkosmetik che ho felicemente incontrato e conosciuto da poco. Stay tuned! Ah, dimenticavo... Sono Francesca!

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Si definisce dermatite seborroica il disturbo cutaneo generato dall'atrofia dei capillari sanguigni, che non sono in grado di trasportare ossigeno e nutrimento ai tessuti, causando la morte cellulare. Questo disturbo dermatologico interessa il cuoio capelluto, ma può estendersi a volto, torace, schiena ed altre zone del corpo dove sono maggiormente concentrate le ghiandole sebacee.

I soggetti manifestano sintomi quali: prurito, forfora con squame giallastre o biancastre che si forma sul cuoio capelluto, sulle sopracciglia, nella barba o nei baffi, pelle arrossata ed untuosa ricoperta di squame. L’eziologia di questa patologia non è certa, comunque si è evidenziato che il problema è provocato dagli ormoni catabolici surrenalici, adrenalina e cortisolo, emessi dall'organismo in condizioni di stress.

Fonte: www.eczema-dermatite.it

Le cause scatenanti

Tra i fattori scatenanti bisogna menzionare:

- la predisposizione genetica;
- le anomalie del sistema immunitario o gli squilibri ormonali;
- l'esposizione ad agenti irritanti;
- un’infezione fungina, che solitamente aggredisce cuoio capelluto e viso.

Il medico identifica il disturbo attraverso una diagnosi differenziale per escludere altri problemi cutanei con sintomi analoghi. La dermatite seborroica può diventare cronica, generando disagio nel soggetto soprattutto se il problema si manifesta su parti del corpo ben visibili.

La cura della malattia

Non c’è una terapia che facilita la guarigione, vengono però indicati diversi trattamenti per attenuare i sintomi. La terapia da seguire dipende dal tipo di pelle e dalla gravità del disturbo, spesso si consigliano creme e lozioni da applicare sulle zone colpite, nei casi più gravi vengono prescritti farmaci ad uso orale. I rimedi naturali consistono nell'uso di oli essenziali che idratano la pelle, come ad esempio l’olio di tea tree, estratto dalla pianta della Melaleuca alternifolia, che possiede proprietà antisettiche ed antibatteriche, viene infatti usato esternamente per debellare virus, batteri e funghi. In caso di dermatite seborroica psicosomatica sono suggeriti i Fiori di Bach, in particolare il Crab Apple; si possono anche assumere integratori a base di olio di pesce, ricchi di acidi grassi Omega 3, è buona abitudine poi consumare pesce azzurro perché contiene acidi grassi polinsaturi.

Tra i rimedi naturali più conosciuti in caso di dermatite seborroica si segnala l’olio di oliva da applicare sul cuoio capelluto. Sono anche efficaci le pomate a base di olio di borragine che ripara la cute danneggiata, in quanto presenta acido linoleico e gamma linolenico, e le creme contenenti olio di mandorle dolci, con proprietà antinfiammatorie ed emollienti. Si consigliano pure pomate con echinacea, che ha virtù antibatteriche ed antimicrobiche; un altro rimedio naturale è l’iperico ricco di antrachinoni che facilitano il processo di cicatrizzazione, e flavonoidi che riparano i danni cutanei. Prima di affidarsi ai rimedi naturali è opportuno chiedere consiglio al proprio medico o al farmacista di fiducia.


Articolo del Prof. Pasquale De Lucia realizzato per il blog

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Comunicazione disSERVIZIO

12:02 martedì 8 ottobre 2013

Tra gli effetti collaterali del trasloco, c'è il fatto di essere al momento senza telefono. Speriamo che si diano una mossa. Per qualsiasi cosa mandatemi una mail o al massimo proviamo con la telepatia...

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Nuovo indirizzo e nuova sede negozio

12:27 lunedì 30 settembre 2013

Ciao a tutti! Oggi è l'ultimo giorno nell'attuale sede. A breve ci sposteremo nel nuovo negozio di via S. Maria Assunta a neanche 100mt. Spero in non più di un paio di giorni... Utilizzerò anche il blog oltre alla pagina facebook che comunicare il tutto. Buona giornata!

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Il Riso Venere

10:54 sabato 21 settembre 2013

In Cina, il riso nero, esiste da molto, ma per le difficoltà di coltivazione era riservato, sino all’Ottocento, alle tavole dell’Imperatore e della sua corte. In Italia non era mai arrivato prima per la difficoltà della varierà ad adattarsi ai climi nostrani. La leggenda narra che fosse apprezzato alla corte degli antichi imperatori, unici consumatori del tempo, per la sua rarità. Infatti la diffusione nelle colture era limitata a causa della ridotta produttività di questa pianta. Ancora oggi in Cina il riso nero è considerato un alimento prezioso ed è consumato da persone anziane, da gestanti, da malati per la ricchezza di proteine e di sali minerali (ferro, manganese, selenio).

Il riso Venere nasce nel 1997 grazie all’opera del Centro Ricerche di Sa.Pi.Se mediante incrocio convenzionale tra una varietà asiatica di riso nero messa a disposizione dall’IRRI (Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso con sede nelle Filippine quale più importante Ente per la conservazione delle varietà di riso del Mondo) ed una varietà padana.  Oggi è coltivato principalmente nelle province di Vercelli e Novara.




Il Venere è un riso dal chicco piccolo e profumato, con un aroma che ricorda il pane appena sfornato, tipico dei risi orientali. L’aroma lo si percepisce annusando da vicino i chicchi crudi e diventa sempre più incisivo grazie all’azione del calore della cottura. Il riso Venere appartiene alla classe Japonica. Il colore del chicco è ebano, mentre quello delle spighette tende al grigio. La pigmentazione scura del prodotto finito è data dalla presenza di un pericarpo (l’involucro del seme) nero. I pigmenti presenti sullo strato esterno appartengono alla classe dei  metaboliti antiossidanti. Il prodotto è un riso integrale che non viene sottoposto ai trattamenti che lo privano dei tegumenti. Infatti, grazie ad un diverso tipo di macinatura viene rimossa esclusivamente la buccia, parte non edibile del prodotto, permettendo così di ottenere un riso più ricco e stabile in nutrimenti. È considerato un’importante fonte di fibre.

Aspetti nutrizionali

La caratteristica forse più importante del riso è costituita dalla sua digeribilità, superiore a quella di qualsiasi altro cereale. Il riso non contiene glutine, è quindi adatto alla dieta del soggetto celiaco. Il consumo abituale di riso promuove le selezione di una flora batterica intestinale di tipo fermentativo.

Esso è particolarmente indicato anche nella dieta del paziente diabetico in quanto non provoca repentini innalzamenti della glicemia. Anche dal punto di vista proteico il riso risulta vantaggioso: grazie al suo elevato contenuto di lisina, possiede un valore biologico maggiore degli altri cereali. 

L’elevato contenuto di acido linoleico e linolenico, acidi grassi essenziali indispensabili per le normali funzioni di tutti i tessuti e organi, ne garantisce il fabbisogno fisiologico. Il basso contenuto di sodio ed elevato di potassio rende il riso utile per l’ipertensione arteriosa ed in tutte le patologie caratterizzate da ritenzione idro-salina.

Il riso, particolarmente quello integrale come il Venere, contiene anche una notevole quantità di silicio, oligoelemento utile nella formazione e nella riparazione del tessuto osseo. Il riso Venere si differenzia dal riso comune non solo per il profumo ed il gusto, ma anche per alcune sue peculiarità organolettiche. In particolare, esso ha un contenuto di ferro quattro volte superiore al riso comune ed il doppio del selenio (che svolge un’importante attività antiossidante, utile per il miglioramento delle difese immunitarie, e per ritardare l’invecchiamento). Venere inoltre ha un alto contenuto di antociani, sostanze vegetali presenti anche nei mirtilli ed in altri vegetali, capaci di catturare i radicali liberi ed evitare l’ossidazione, che conferiscono al riso Venere proprio il suo caratteristico colorito nero.

Il valore energetico del Venere per 100 g di prodotto corrisponde a 377 kcal. Ha il 10 % di proteine(quasi il 2% in più del riso bianco) Il Venere è ricco di vitamine idrosolubili tra cui la B1 (tiamina), la B2 (riboflavina), la PP (niacina) e di microelementi minerali: calcio, selenio, zinco, magnesio e ferro, nonché un elevato quantitativo di antociani.  Non contiene glutine ed ha un’elevata digeribilità.

Il riso Venere può essere consumato previa cottura di circa 35 – 40 oppure miscelato con altre varietà di riso bianco come primo piatto o contorno. Macinato e unito a farina di grano si presta ad essere trasformato in pasta o pane o utilizzato in pasticceria, macinato e unito a semolino o farina di mais come polenta aromatica e digeribile, oppure macinato e unito alle patate per preparare gli gnocchi.

Grazie al suo aroma può essere utilizzato come infuso (un cucchiaino in una tazza d’acqua calda) rimineralizzante, antianemico (grazie al ferro) e antiinvecchiamento (grazie al selenio).

Proteine8.42%
Grassi2.81%
Calcio159 mg/kg
Ferro30.9 mg/kg
Manganese25.5 mg/kg
Zinco26.7 mg/kg
Selenio0.043 mg/kg
Kcal (100g)377

Fonte: risovenere.it





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Problema visualizzazione blog

10:15 lunedì 9 settembre 2013

Buongiorno a tutti! Questa mattina ho aperto il blog e senza che abbia apportato alcuna modifica è tutto in disordine: la parte destra del blog è tutta spostata verso il basso. Spero di risolvere la cosa al più presto...

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Ferie estive

11:41 venerdì 23 agosto 2013

Ciao a tutti! Da lunedì 26 fino a sabato 7 saremo chiusi. Gli ordini online che arriveranno entro il 29 agosto riusciremo a farli partire lo stesso, altrimenti se ne riparlerà alla riapertura.

Opinioni: 

Con estrema soddisfazione lo sto utlizzando da qualche giorno quando vado a fare la spesa. Mi torna particolarmente utile per quello che riguarda la parte relativa ai codici E. Spero possa tornare altrettanto utile anche a voi.


Opinioni: 

Ci lavoro da qualche mese, ci sono ancora diversi articoli da inserire, ci sarà sicuramente qualche inesattezza e qualche errore ma............. direi che possiamo partire! Ben accetti consigli, pareri, opinioni e segnalazioni.
Ecco l'indirizzo che trovate anche a destra nele pagine: greenstore-online.com

Opinioni: 

Continuiamo i nostri viaggi sghembi, a volte casuali a volte no, stimolati da letture internettiane incontrate per "caso". Oggi partiamo da questo articolo sull'interessantissimimo sito Trashfood.
Come ci sono arrivato non lo so o forse sì. Stavo cercando informazioni sul colorante E150d e per un vero o per l'altro, spulciando all'interno del sito, sono stato incuriosito dal titolo dell'articolo: "E900, passami il dimetilpolisilossano".
E qui comincia il viaggio con le tappe spesso inaspettate.
Ma prima di partire vediamo cos'è questo dimetilpolisilossano.
L'E900 (dimetilpolisilossano) è un'additivo chimico che ha svariate applicazione (come vedremo) nei campi più disparati grazie alle sue proprietà antischiumogene. E qua si apre un modo! E giuro non saprei da dove cominciare... quindi facciamo come sempre e seguiamo la "Forza" come direbbe Maestro Joda.
Andiamo...
Possiamo partire dagli oli per friggere. Questa è un'interrogazione del 2003 consultabile all'interno della banca dati di diritto europeo dove si può leggere appunto che:

Il dimetilpolisilossano viene utilizzato come agente antischiuma e in quanto tale impedisce la produzione di umidità durante la frittura.

A questo scopo è utilizzato anche presso Mc Donald's per friggere crocchette e patatine.
Ma d'altronde come indicato su Trashfood, perchè preoccuparsi? Perchè i dati del WHO (World Health Organization) riguardanti il "dimme", considerato sostanza inerte e non tossica, risalgono agli anni sessanta/settanta?
Perchè forse lo stesso "dimme" lo troviamo nelle protesi mammarie?

Ecco cosa si può leggere al tal proposito sul sito dell'enciclopedia Treccani:

mastoplastica Intervento chirurgico avente lo scopo di ricostruire (totalmente o parzialmente) la mammella o di modificarne il volume, la forma o la posizione. Può distinguersi perciò in e in m. correttiva . Il primo tipo, usato in caso di assenza della mammella sia congenita (amastia o ipomastia) sia acquisita (mastectomia), consiste in innesti di tessuto adiposo o, più frequentemente, in protesi di sostanze sintetiche. Alla m. correttiva si ricorre in caso di micromastia, con inoculazione di dimetilpolisilossano o altre sostanze per aumentare il volume e la consistenza della mammella e migliorarne la forma, o in caso di mammelle ipertrofiche, pendule, lasse (o ptosi della mammella).

Ma andiamo avanti...

E' ora il turno di tisane e bevande varie. Ecco quale esempio:
- Tisanoreica bevanda ai frutti rossi: Ingredienti: Proteine del latte, polidestrosio, fruttosio, aromi, estratto secco di papaia, estratto secco di ananas, amido, silice, estratto secco di malva, estratto secco di anice stellato, estratto secco di finocchio, estratto secco di carciofo, estratto secco di tarassaco, estratto secco di senna, acido citrico e acido malico.antiagglomeranti carbonato di magnesio e diossido di silicio.edulcorante aspartame.coloranti caramello,rosso di barbabietola.antischiumogeno dimetilpolisilossano.

 
- Lipton Iced Tea Crystals: Ingredients SUGAR, CITRIC ACID, INSTANT TEA, NATURAL AND ARTIFICIAL FLAVOURS AND DIMETHYL POLYSILOXANE.
- Bevande destinate ai distributori automatici self-service

Continuando il viaggio, scopro un altra denominzione di "dimme", ovvero Simeticone o Dimetilpolisilossano attivato.

Il Simeticone (dimetilpolisilossano) è un farmaco utilizzato in casi di meteorismo, un disturbo che si manifesta con un aumento dei gas intestinali e conseguente dilatazione dello stomaco e emissioni di gas rettali e rumori intestinali. Il Simeticone svolge la sua funzione con un meccanismo assorbente nel tratto gastrointestinale.

Direi che partendo dagli oli di frittura non mi sarei immaginato di certo di arrivare ai "rumori" intestinali.


Altro giro su Google con come nuova chiave di ricerca Simeticone ed approdo qua: Simetic, un medicinale per il trattamento del meteorismo e della già citata aerofagia. Dove tra le varie cose si può leggere quanto segue:

 Gravidanza.

    Non vi sono dati adeguati sull’uso di Simetic nelle donne in gravidanza, pertanto non dovrebbe essere usato in gravidanza a meno di una reale necessità e dopo valutazione del rischio/beneficio da parte del medico.

    Allattamento.

    Non è noto se il simeticone venga escreto nel latte materno. L’escrezione del simeticone nel latte materno non è stata studiata negli animali. La decisione se continuare/interrompere l’allattamento o continuare/interrompere la terapia a base di simeticone dovrebbe essere presa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il neonato e della terapia a base di simeticone per la donna.

Come non vi sono dati adeguati? Come non è noto questo? Come non è stato stuato quello?
 
E dalla gravidanza passiamo direttamente ai bambini con un altro prodotto sempre il trattamento
sintomatico del meteorismo gastro-enterico e dell’aerofagia, Mylicon bambini gocce orali soluzione.
Per cui a sto punto possiamo tranquillamente affermare che il simeticone è un......... carminativo, come ampiamente illustrato nel sito my-personaltrainer.it:

Simeticone

Il simeticone - o dimeticone che dir si voglia - è un agente antischiumogeno orale, utilizzato per alleviare tutti quei sintomi molesti riconducibili ad un'eccessiva presenza di gas a livello gastro-intestinale (dolori, crampi, borborigmi, senso di tensione, eruttazioni, flatulenze ecc.).
Il simeticone è di fatto un carminativo; come tale non contrasta direttamente la formazione di gas, ma ne favorisce l'espulsione sottoforma di eruttazioni e flatulenze. Simeticone

Grazie alla presenza di aerogel di silice nella sua composizione, infatti, il simeticone diminuisce la tensione superficiale delle bollicine d'aria intrappolate nel muco e nel "bolo" gastro-intestinali, favorendone di fatto la coalescenza; si vengono così a formare delle bolle di maggiori dimensioni, contenenti gas libero che viene facilmente assorbito dalla parete del'intestino o eliminato all'esterno attraverso i movimenti peristaltici o l'eruttazione. L'azione del simeticone è quindi puramente fisica, quindi indipendente da qualsivoglia reazione chimica od enzimatica.
Oltre a contrastare tutti i sintomi legati a gonfiore e meteorismo, riconducibili ad un cattivo processo digestivo, il simeticone viene utilizzato come ausilio nella diagnostica per immagini del tratto gastro-intestinale, ad esempio per ridurre le ombre legate alla presenza di aria nelle immagini radiografiche od ultrasuonografiche.
L'utilizzo del simeticone è stato proposto, senza particolare successo, anche nel trattamento delle coliche gassose del neonato - lattante.

Altro paio di cose interessanti da notare: le utlime due righe sugli scarsi risultati nel trattamento delle coliche del neonato e la comparsa di un termine a noi già noto, ovvero dimeticone.
Quindi il simeticone, dimeticone, E900 e dimetilpolisilossano, sono la stessa cosa? Sembrerebbe proprio di sì a giudicare dai dati in nostro possesso, dai siti/link visitati, non ultimo questo pdf (Chimica delle materie prime), trovato sul sito dell'Università di Salerno, dove basta andare a vedere la sezione dedicata ai lipidi siliconici.
Ora, mi viene spontanea una piccola riflessione: per quanto riguarda le proprietà carminative, possibile che si debba arrivare a bersi del silicone quando Anice verde, Camomilla, Cannella, Cardamomo, Carvi, Coriandolo, Cumino, Finocchio, Menta piperita, Melissa e Zenzero, hanno questo tipo di proprietà, come si può leggere in questo o altri articoli presenti in rete?

E ad articolo già finito, quando stavo giusto cercando qualche immagine da aggiungere, finisci sulla pagina del Maalox, anche lui con il suo bel dimeticone tra gli ingredienti.

Opinioni: 

Tiro giù questo post di getto e vediamo cosa ne esce fuori. Trovo nel bagno del negozio un vecchio spruzzino "Winni's - multiuso", lasciato tempo fa da una cliente.

 
Siccome oramai leggo le etichette di qualsiasi cosa, non mi esimio di certo dal farlo pure in questa occasione, trovando la stessa alquanto minimalista e criptica.
Inf 5% Tensioattivi non ionici, 5%-15% Alcol etilico. Altri componenti: profumo

Ok, dice però che per qualsiasi informazione sul prodotto c'è il sito: www.winnis.it, vado, clicco, ma di INCI manco a parlarne o forse sono semplicemente io che non avendo ore da perdere o essendo particolarmente imbranato non lo trovo.

Cerco meglio ed in effetti dopo un pò di passaggi si arriva alla scheda tecnica del prodotto tramite il sito www.madel.net

3. COMPOSIZIONE/INFORMAZIONE SUGLI INGREDIENTI
3.1. Sostanze N.A.
3.2. Miscele
Componenti pericolosi ai sensi della Direttiva CEE 67/548 e del Regolamento CLP e relativa classificazione:
5% - 15% Solvente alcolico
N.67/548/CEE: 603-002-00-5 CAS: 64-17-5 EC: 200-578-6
F; R11; sostanza con un limite comunitario di esposizione sul posto di lavoro
2.6/2 Flam. Liq. 2 H225

Continuo ad ammettere di capirci ben poco. Poi cercando sulla rete, finisco sul forum di Saicosatispalmi e trovo questo INCI:

Immagine AQUA (solvente)
Immagine
ALCOHOL (solvente)
Immagine PARFUM

Immagine DECYL OCTYL POLYGLUCOSE (tensioattivo)
Immagine
LAURYL POLYGLUCOSE (tensioattivo)
Immagine
SODIUM LAURYL SULFATE (denaturante / emulsionante / tensioattivo)
Immagine
CI 19140 (colorante cosmetico)
Immagine
CI 42051 (colorante cosmetico)
Immagine
CI 42090 (colorante cosmetico)
Immagine
CI 47005 (colorante cosmetico)

che onestamente io non sono riuscito ad evincere neppure dalla scheda tecnica.
Premetto che a me non me ne può fregare di meno di parlare bene o male di tizio o di caio, cerco soltanto di capire. E allora vado a ridare un'occhiata alla normativa/legislazione europea in merito all'etichettatura dei detergenti dove si può leggere che:

Sull’imballaggio va riportato l’indirizzo web contenente l'elenco degli ingredienti figuranti nella sezione D dell'allegato VII. (...) Devono essere elencati tutti gli ingredienti; essi devono essere elencati in ordine decrescente di peso e l'elenco deve essere suddiviso nelle seguenti categorie percentuali di peso:
- uguale o superiore al 10 %,
- uguale o superiore all'1 % ma inferiore al 10 %,
- uguale o superiore allo 0,1 % ma inferiore all'1 %,
- inferiore allo 0,1 %.
D. Pubblicazione dell'elenco degli ingredienti
I fabbricanti devono rendere disponibile su un sito web la succitata scheda degli ingredienti, fatta eccezione per le seguenti informazioni:
- non sono richieste le percentuali in termini di peso,
- non sono richiesti i numeri CAS,
- per gli ingredienti vanno indicate la denominazione secondo la nomenclatura INCI o, ove questo non sia disponibile, il nome secondo Farmacopea europea. In mancanza di entrambi sarà fornita o la denominazione chimica o la denominazione IUPAC. Per la definizione di profumo va usato il termine "parfum" e per l’agente colorante il termine "colorant". Un profumo, un olio essenziale o un colorante sarà considerato un singolo ingrediente e non sarà elencata nessuna delle sostanze in esso contenuta, ad eccezione delle fragranze allergizzanti riportate nell’elenco delle sostanze di cui all’allegato III, parte 1, della direttiva 76/768/CEE qualora la concentrazione totale della fragranza allergizzante contenuta nel detergente superi il limite indicato nella sezione A.
L’accesso al sito web non è soggetto ad alcuna restrizione o condizione e il suo contenuto va tenuto aggiornato. Il sito contiene un link con il sito della Commissione sui farmaci o eventuale altro sito web ad hoc che fornisce una tavola di corrispondenza tra le denominazioni INCI, la Farmacopea europea e i numeri CAS.

Insomma, ci capisco sempre di meno e direi che tendenzialmente mi sono perso.
Certo la chiarezza a casa mia è un'altra cosa, ma forse ripeto per l'ennesima volta, è un problema mio.
Ma continuiamo, e lungi da me aver preso di mira un prodotto o brand. Cerco soltanto di estrapolare dei concetti utilizzando dei dati spero i più oggettivi possibili. Provo a spiegarmi.
Sull'etichetta frontale e su quella posteriore del prodotto campeggiano in bella evidenza immagini e slogan decisamente "eco": econatura per un mondo più pulito, naturel, con materie prime vegetali, completamente biodegradabile, ipoallergenico, non testato sugli animali, divisione ecologia ecc...


Andiamo un pò a vedere.
Per quanto riguarda il cruelty free, dal 2004 è illegale testare il prodotto finito.
Le materie prime vegetali invece quali sarebbero? Detto così, sembrerebbero tutte di orgine vegetale.
E siamo sicuri che sia completamente biodegradabile? Ah, accanto a questo claim c'è un asterisco che rimanda a quanto segue:

I tensioattivi presenti nel prodotto sono facilmente, rapidamente e completamente biodegradabili

Appunto, i tensioattivi, perchè sempre secondo la normativa prima citata il concetto di biodegradabilità riguarda i tensioattivi. Quindi, sempre se non dico stupidate e se ho capito bene, in questo caso parliamo dell'x percentuale del 5% della formulazione. In realtà trovo conferma in questo articolo del sito spesacritica.com:

I  prodotti Winni’s sono biodegradabili oppure no?
I suoi tensioattivi SI, lo sono, perchè di origine vegetale appunto, ma altre componenti lo sono meno (...). Non soffermatevi a guardare solamente “i benefici che vengono elencati nell’etichetta di un prodotto“: spesso si rivelano degli specchietti per le allodole, perciò riflettete su ciò che, invece, non vi viene CHIARAMENTE detto.

Ed ecco che finalmente, tra una sbirciata a quanto sto scrivendo, ad altri articoli della rete e google, trovo finalmente il link per avere l'INCI (aqua, alcohol, parfum, decyl octyl polyglucose, lauryl, polyglucose, sodium lauryl sulfate, CI 19140, CI 42090) che coe si può vedere non è quello precedentmente visto su Saicosatispalmi.

Che, dire o altro aggiungere. Fate voi, certo però non mi sembra che la chiarezza la faccia da padrone. Mi sembra tutto così arzigogolato e barocco. E per finire, tutto sto eco di qui ed eco di là e neanche una certificazione? E dulcis in fundo l'utilizzo del claim "ipoallergenico":

Il termine "ipoallergenico" nella pubblicità del cosmetico non è regolamentato e significa solo che per quanto ne sa il produttore la probabilità di scatenare una reazione allergica da contatto è più bassa. Non esistono sostanze anallergiche e la maggioranza delle reazioni al cosmetico sono legate al fenomeno della dermatite irritativa da contatto che non sviluppa necessariamente reazione allergica. Per un consumatore un cosmetico vantato come IPOALLERGENICO non è più sicuro di un cosmetico di un altro. Tutti i cosmetici vengono messi sul mercato presumendo che siano sicuri per il consumatore e il rischio soggettivo di essere allergico a qualche sostanza non cambia se il produttore ha scelto alcuni ingredienti anziche altri. L'unica tutela è leggere la lista ingredienti ed individuare gli ingredienti a cui si potrebbe essere allergici (sperando che i centri di allergologia comincino ad utilizzare anche loro le designazioni INCI. Chiarimento FDA sull’utilizzo del claim "ipoallergenico"
XXIV/1895/98 : Opinion concerning hypoallergenic claims on cosmetic products, adopted by the plenary session of the SCCNFP of 20 May 1998


Ok, facciamo che ci stoppiamo qua che ho già perso 10 anni di vita...


Opinioni: 

Detersivi

17:26 sabato 13 aprile 2013

Un filosofo ed economista del secolo scorso, Carlo Marx, scrisse che nella sua (e nostra attuale) società esiste la finzione giuridica che ogni cittadino abbia una conoscenza enciclopedica delle merci. Le etichette dei preparati per lavare offrono un elegante esempio di come i cittadini siano tenuti all'oscuro delle merci, la cui ipotetica conoscenza enciclopedica è davvero una fictio iuris.
La lettura di tali etichette, infatti, non fornisce alcuna informazione non solo su quello che il preparato contiene, ma ancora meno sull'effetto inquinante di ciascuno. Il tutto con la benedizione della legge italiana che autorizza i produttori a prendere in giro i consumatori.
Ma leggiamo insieme qualche etichetta di polveri per lavare.

Uno dei preparati in commercio dice di contenere: "5 % fosfonati (contenuto in fosforo inferiore a 0,5 %); policarbossilati; acido citrico; tensioattivi nonionici". Ma quanto di ciascuna di queste sostanze è presente in quel 5 % ? I tensioattivi nonionici, che contribuiscono al lavaggio, sono presenti in ragione del 4,5 % o dello 0,5 % della polvere ? Fa una bella differenza.
Il blocco successivo di informazioni dice che dal 5 al 15 % è costituito da: "Tensioattivi anionici; silicato di sodio; bicarbonato di sodio; tetraacetiletilendiammina". Anche qui il bicarbonato di sodio e il silicato di sodio, che sono sostanze aggiunte per "far peso", praticamente inerti, in quale proporzione sono presenti ? Sul valore indicato, "5-15 %" del totale del preparato, quanto tensioattivo anionico (una delle sostanze che servono al lavaggio) c'è ?
Un preparato contiene inoltre dal 15 al 30 % di "carbonato di sodio; zeoliti tipo A; sbiancante a base di ossigeno (percarbonato di sodio)". Il carbonato di sodio è una sostanza alcalina; la zeolite ha la funzione di impedire o ritardare la separazione dei sali di calcio presenti nelle acque del lavaggio e il percarbonato di sodio è un agente ossidante, un po' migliore del perborato, ma con la stessa funzione e con lo stesso effetto di attacco delle fibre del bucato.
Anche qui l'acquirente non ha nessuna informazione sulle proporzioni relative di ciascun ingrediente.
Notte fonda per il resto. Sommando 5 %, più 15 %, più 30 % (cioè stando dalla parte della massima quantità dichiarata di ciascuno dei vari gruppi di ingredienti) si arriva al 50 %. Il restante 50 % della polvere è costituito, come dice l'etichetta, da: "Altri ingredienti: enzimi, profumi, antischiuma, sbiancanti ottici, stabilizzanti, antiridepositanti". Quali sono questi ingredienti? quale è la concentrazione di ciascuno ? che effetto hanno sull'ambiente e sui tessuti?
È tutto qui o ci sono altre sostanze inerti, di carica, di basso valore commerciale, aggiunte anch'esse "per far peso"?

Opinioni: 

Lucidalabbra per bambine. Mi domando se sia proprio necessario...






Dal Biodizionario:


RICINUS COMMUNIS SEED OIL - Non trovato - indica equivalente
C18-36 ACID TRIGLYCERIDE(emolliente)
CERA ALBA(emolliente / emulsionante / filmante)
CETYL ALCOHOL(emolliente / emulsionante / opacizzante / viscosizzante)
MICA(opacizzante)
METHYLPARABEN(conservante)
PROPYLPARABEN(conservante)
CI77891 - Non trovato - indica equivalente
CI45410 - Non trovato - indica equivalente
CI42090(colorante cosmetico)
CI47005 - Non trovato - indica equivalente

Ricinus communis seed oil: olio di ricino


  CI 45410       colorante cosmetico 
  CI 47005       colorante cosmetico  
 



Opinioni: 

Ecco uno shampoo delicatissimo. Oh! Delicatissimo, mica solo delicato.


Dal Biodizionario:

AQUA(solvente)
AMMONIUM LAURETH SULFATE(tensioattivo)
COCAMIDOPROPYL BETAINE(tensioattivo)
AMMONIUM CHLORIDE(agente tampone / viscosizzante)
PEG-7 GLYCERYL COCOATE(emulsionante / tensioattivo)
SODIUM LAUROYL GLUTAMATE(antistatico / tensioattivo)
HYDROXYPROPYL STARCH HYDROXYPROPYLTRIMONIUM CHLORIDE - Non trovato - indica equivalente
PARFUM - Non trovato - indica equivalente
ALCOHOL(solvente)
CITRIC ACID(agente tampone / sequestrante)
LIMONENE(Allergene del profumo)
CITRAL(additivo)
or CITRAL(Allergene del profumo)
BUTYLPHENYL METHYLPROPIONAL(Allergene del profumo)
ROSA CANINA FLOWER EXTRACT - Non trovato - indica equivalente
GENTIANA AMARELLA FLOWER EXTRACT - Non trovato - indica equivalente
CLEMATIS VITALBA FLOWER EXTRACT - Non trovato - indica equivalente
CENTARIUM ERYTHRAEA/CENTARIUM UMBELLATUM FLOWER EXTRACT - Non trovato - indica equivalente
AESCULUS HIPPOCASTANUM FLOWER EXTRACT - Non trovato - indica equivalente
AESCULUS HIPPOCASTANUM BUD EXTRACT - Non trovato - indica equivalente
METHYLCHLOROISOTHIAZOLINONE(Conservante)
METHYLISOTHIAZOLINONE(conservante

Hydroxypropyl Starch Hydroxypropyltrimonium Chloride
:?: Hydroxypropyl Starch Phosphate: da GuidaCosmetici "Denominazione chimica: Amido, idrogenofosfato, ossido di 2-idrossipropile". Funzioni: volumizzante / additivo reologico.
Dal Forum: "da skin deep emerge una tossicità pressochè nulla. Conosciuto come Structure Zea".
Info su SkinDeep.

Siamo sicuri che sia proprio così delicatissimo? E i fiori di Bach dal 14° posto? Sarà...

Opinioni: 
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