Lightbox Effect

Sequestranti

La presenza incontrollata in un prodotto di ioni metallici, come per esempio ferro può essere causa di alcuni inconvenienti.
Per ridurre la portata di questi fenomeni si ricorre all’uso di sequestranti, molecole in grado di legare ioni metallici formando complessi solubili in acqua detti chelati, stabili.

INCI EDTA
INCI Trisodium HEDTA 
INCI Pentasodium pentetate
INCI Trisodium ethylenediamine disuccinate
INCI Tetrasodium etidronate 

Antiossidanti

Verranno qui di seguito prese in considerazione le sostanze che si utilizzano per preservare dai fenomeni di ossidazione il prodotto finito e non le materie con attività antiossidante antiradicalica impiegate come agenti antinvecchiamento, che sono invece da considerarsi sostanze funzionali.

INCI BHT
INCI BHA
INCI TBHQ
INCI Propyl gallate
INCI Tocopherol
INCI NDGA

Tratto da: "La Cosmesi" di Esposito Amendola Francesca
(Fonte: issuu.com)
 

Opinioni: 

Gli antimicrobici cutanei sono sostanze utilizzate allo scopo di modificare la flora cutanea e quasi mai a preservare il prodotto dall’inquinamento microbico (...).
Sulla pelle possono esistere due tipi di microrganismi, quelli appartenenti alla flora residente e quelli della flora transitoria, presente sulle parti più esposte. La presenza di flora resistente è molto importante in quanto previene l’attecchimento di microrganismi transitori tra cui patogeni, un suo eccessivo sviluppo può però causare alcuni inconvenienti. Uno dei meccanismi sfruttati nella deodorazione consiste nell’inibire la proliferazione della flora cutanea e lo sviluppo di odore tramite l’utilizzo di agenti antimicrobici.

Una delle sostanze più usate è  
INCI Triclosan ( puro è usato nei dentifrici come antiplacca e antitartaro)
INCI Triclocarban
INCI Zinc undecylenate 
Diverse sostanze antimicrobiche vengono utilizzate come agenti antiforfora.
La forfora, descrivibile come un processo desquamativo del cuoio capelluto, è caratterizzata da un turnover fortemente accelerato dei cheratinociti del cuoio capelluto ed è accompagnata da un’eccessiva proliferazione del fungo pityrosporum ovale, e di altri lieviti della stessa famiglia sebbene non sia ancora del tutto chiaro se il microrganismo sia la causa scatenante della forfora o solo un fattore concomitante (tra le squame troverebbe l’habitat ideale), è uso comune basare i prodotti antiforfora su sostanze ad azione antimicotica.
INCI   Piroctone olamine
INCI   Zinc pyrithione
INCI   Climbazole undecylenamide
INCI   Disodium undecylenamido MEA sulfosuccinate
INCI   Clorhexidine
INCI   Clorhexidine diacetate
INCI   Digluconate
INCI   Dihydrochloride
INCI   Cetrimonium chloride
INCI   Cetrimonium bromide
INCI   Benzalkonium chloride
INCI   Benzalkonium saccarinate

Tratto da: "La Cosmesi" di Esposito Amendola Francesca
(Fonte: issuu.com)

Opinioni: 

I Conservanti

15:14 sabato 27 ottobre 2012

C'è chi cerca i cosmetici senza conservanti pensando che siano nocivi... ma è veramente così?
Batteri e muffe crescono solo dove c'è acqua. Quindi nei cosmetici che non ne hanno (penso agli oli, oppure ai burro cacao) i conservanti non servono.
Se io dovessi fare un cosmetico con acqua e dimenticassi di mettere il conservante mi durerebbe circa 3 giorni se fosse una crema (poi andrebbe a male, una crema non ha ingredienti troppo diversi dal cibo, tanto dura il cibo fuori dal frigo, tanto durerebbe la crema), circa una settimana o poco meno se fosse un tonico senza alcool o un bagnoschiuma.
Quindi conservare i cosmetici che si mettono in vendita è indispensabile.

Nel sentire comune il conservante è una cosa brutta e cattiva, e molti cercano il prodotto "senza conservanti". Naturalmente è vero che il conservante per avere la proprietà uccidere i batteri non è di sicuro un ricostituente, e preso puro è un veleno per dirla breve.
Ma le percentuali a cui si usano sono molto basse, ed alcuni di quelli che si usano in cosmetica sono anche di grado alimentare (penso a potassio sorbato e sodio benzoato). Tutto dipende dalla quantità d'uso, e infatti vengono fatte delle prove per trovare la quantità adatta di conservante che sia efficace ma crei meno problemi possibile.


Perchè il conservante viene visto come una cosa da evitare? Perchè in alcuni casi dà allergia. Penso al methylcloroisothiazolinone e il methilisothiazolinone -vanno sempre in coppia- che sono sicuramente allergizzanti dopo un uso continuato, non si scappa. O peggio il conservante te lo ritrovi in circolo perchè viene assorbito (è il caso del triclosan, da evitare assolutamente).
Visto che i cosmetici fatti con acqua non durano più di qualche giorno devono essere conservati, avevamo detto.

Le strade sono molteplici:
 
- aggiungo dei conservanti. Sulla conservabilità dei prodotti che comprate potete mettere la mano sul fuoco, vengono fatti molti test in condizioni estreme e il cosmetico dura sicuramente qualche anno chiuso, da aperto (e usato con le dita, portatrici di batteri) dura almeno quanti mesi c'è scritto sul simboletto con il vasetto aperto che adesso è obbligo mettere sulle etichette. Quando vedete molti conservanti (cioè molti nomi diversi) non significa che il prodotto ha una quantità di conservanti esagerata, sono messi in percentuale più bassa per coprire tutti i possibili batteri e le possibili muffe (ad esempio, un certo conservante può essere attivo solo sui GRAM+, ho bisogno anche di uno che sia attivo sui GRAM- e uno sulle muffe).
La quantità da usarsi è diversa: un prodotto venduto in dosatore che non verrà mai a contatto con le dita e prenderà pochissima aria ha percentuali di conservanti più basse di uno in vasetto che entrerà in contatto due volte al giorno con la carica batterica che ci portiamo sulle dita e prenderà almeno 5 minuti di aria. Spesso i prodotti bioeco in vasetto sono venduti con la palettina per prelevarli senza toccarlo, così possono usare meno conservanti.

Opinioni: 

Per conservante di un prodotto cosmetico si intende la costituzione di un meccanismo di protezione atto ad evitare la libera crescita di microrganismi. Tale meccanismo si realizza introducendo nella formulazione sostanze ad attività antimicrobica dette conservanti.

Nb) i microrganismi di cui è stata verificata la possibile sopravvivenza nei prodotti cosmetici e la cui presenza è correlata all’alterazione del prodotto stesso sono principalmente i batteri e i funghi.
I batteri sono organismi procarioti e si differenziano in Gram positivi e Gram negativi. La maggior parte dei Gram negativi sono patogeni .
I funghi sono organismi eucarioti che comprendono lieviti e muffe. Mentre i lieviti sono unicellulari, le muffe sono funghi pluricellulari che formano strutture filamentose dette Ife che possono apparire sulla superficie di un prodotto contaminato.

INCI  benzoich acid, sodium benzoate
INCI  Sorbic acid, potasium sorbate
INCI  Methyl-ethyl-propyl-buthyl isobuthyl paraben
INCI  Dehydroacetic acid, sodium dehydroacetate
INC I 2-bromo-2-nitro-1,3-propanediol
INCI  Imidazolinyl urea
INCI  Phenoxyethanol
INCI  DM DM hydantoin
INCI  Benzyl alcohol
INCI  Methyldibromo glutaronitrile
INCI  Methylsothiazolinone, chloromethylisothiazolinone
INCI  Diazolidinyl urea
INCI  Sodium hydroxymethylglycinate
INCI  Titanium dioxide, silver chloride
INCI  Iodopropynye buthylcarbamate 

Tratto da: "La Cosmesi" di Esposito Amendola Francesca
(Fonte: issuu.com)

Opinioni: 

ANIONICI  CARICA NEGATIVA

SAPONI: sono i più antichi e semplici fra i tensioattivi anionici, sono Sali di acidi grassi , si ottengono per idrolisi di alcuni oli e grassi principalmente cocco, palma, palmisto. (pH 8-10) 
 
ALCHILSOLFATI sintetici (molto aggressivi)
INCI  Sodium lauryl sulfate
INCI  TEA-lauryl sulfate  
ALCHILETERSOLFATI (meno aggressivi dei precedenti)
INCI sodium laureth sulfate 

I Tensioattivi che seguono sempre anionici, sono definiti tensioattivi secondari. Con minor potere detergente. Maggiore è la loro tollerabilità cutanea e per questo vengono inseriti nelle formulazioni alo scopo di migliorarne la compatibilità cutanea.

INCI  disodium laureth sulfosuccinate
INCI  sodium cocoyl isethionate
INCI  sodium cocoyl sarcosinate
INCI  disodium cocoyl glutamate
INCI  TEA-cocoyl glutamate
INCI sodium methyl cocoyl taurate 


TENSIOATTIVI ANFOTERI  CARICA POSITIVA O NEGATIVA A SECONDA DEL PH

 Possono presentare contemporaneamente sia carica positiva che carica negativa. Potere detergente inferiore a quelli anionici, la loro caratteristica principale è la capacità di ridurre l’aggressività dei tensioattivi primari. 

INCI  cocamidopropyl betaine
INCI   cocamidopropyl hydroxysulfaine
INCI   disodium cocoamphodiacetate
INCI   cocamide oxide 
INCI  cocamidopropylamine oxide

TENSIOATTIVI NON IONICI SENZA CARICA 

Impiegati maggiormente come emulsionanti, tensioattivi o solubilizzanti 

INCI polysorbate 20 (trova impiego in shampoo delicati)
INCI coco-glucoside
INCI lauryl glucoside
INCI cocamide DEA
INCI cocamide MEA

Questi ultimi 2 sono sempre meno usati perché pericolosi

"[Non Ionici] perché non hanno carica elettrica (gli alcool). Questa classe ha un elevato potere emulsionante e detergente. hanno la capacità di lavare a basse temperature e sono poco schiumosi." (Fonte: ilcalderonealchemico.blogspot.it)

Opinioni: 

Tanta gente mi racconta di come, per prevenire molte malattie, scelga stili di vita e di alimentazione consigliati da amiche, giornali e, persino, medici. Consigli che però, a volte, invece di prevenire, addirittura peggiorano la situazione. Vi faccio subito un esempio. Cosa ne pensate del calcio? E qui i maschietti cominceranno a sciorinare migliaia di consigli su Del Piero e Gattuso o altri prodigiosi calciatori. No, non sto parlando del gioco, ma di un minerale molto caro alle nostre ossa. Tutte le donne sanno che per contrastare l’osteoporosi – patologia piuttosto antipatica che porta a un assottigliamento delle ossa, soprattutto in menopausa per questioni ormonali – è necessario mangiare molti formaggi, perché contengono molto calcio. Se vi dicessi che è vero il contrario e che più latticini assumete, più calcio perdete?

Basta chiedersi se l’osteoporosi sia tipica dei Paesi poveri o dei Paesi ricchi. I Paesi poveri hanno tanti problemi, ma questa patologia è maggiormente diffusa in quelli ricchi. Ma come? Con tutto quello che mangiamo? Pensate ad animali come l’elefante, il rinoceronte, la giraffa, che hanno ossa decisamente robuste, ma non consumano di certo latticini: o li mangiano di nascosto, o forse il calcio è contenuto nella verdura, nella frutta oleosa, nei legumi, insomma in tutti quei cibi di cui questi erbivori si cibano. Si potrebbe obiettare che anche noi mangiamo tutta ‘sta roba, più i formaggi, per cui dovremmo avere una tale riserva di calcio nelle ossa che neanche una “mazzata” potrebbe romperci il più piccolo ossicino! Allora perché l’osteoporosi è così diffusa? Va bene, proverò a dirvelo con parole semplici. Tutte le proteine animali contengono amminoacidi solforati, dai quali deriva acido solforico, come ultima lavorazione degli amminoacidi citati. Questo acido brucia molto e se circolasse tranquillo nel vostro organismo, nei piccoli condotti del fegato, dei reni o altro, passando brucerebbe tutto. Allora chi fa da tampone? Chi rende inoffensivo questo brutto acido cattivo? Il calcio che se ne sta tranquillo e che viene letteralmente grattato via dalle vostre ossa per andare a neutralizzare l’acido prodotto dalle proteine animali. La soluzione non è quindi assumere più calcio, ma mangiare meno prodotti animali possibile, al fine di non produrre sostanze che ne intacchino le scorte. 

Questo renderebbe felici molte persone, ma anche tantissimi maiali, cavalli, vitelli, polli, che potrebbero vivere, amare, relazionarsi, invece di passare le loro brevi vite sfruttati, ingabbiati e infine massacrati. Inoltre, a parità di peso non è certo il latte il nostro migliore alleato per l’apporto di calcio, anche perché, essendo di difficile digestione, i nutrimenti si disperdono facilmente. Ovviamente, quando parlo di latte intendo anche tutti i latticini, e nella seconda parte del libro spiegherò come e perché parlo di sofferenza animale anche quando parlo di latticini.

Tratto da: Mirna, Visentini,. (2011) "La dieta comica", Stampa Alternativa/Nuovi equilibri, pp.13-15

Potete effettuare il download gratuito del libro in questione al seguente indirizzo: http://www.stampalternativa.it/liberacultura/books/dietacomica.pdf


Opinioni: 

Campione contro le macchie? E poi?

18:46 giovedì 25 ottobre 2012

Premetto che non guardo la televisione e non lo dico per snobismo. Non la guardo, punto. L'altro giorno però mi è capitato di vedere una pubblicità di un detersivo, dove si decantavano le virtù dello stesso a suon di "extra brillantezza, campione contro le macchie" o qualcosa del genere. Poco importa la marca e poco importa la polemica o la critica. Partiamo semplicemente da una scheda tecnica di appunto un detersivo "campione contro le macchie".


Composizione:
5 - 15 %     tensioattivi anionici, tensioattivi non ionici
< 5 %         fosfonati, sapone,policarbossilati
Altri componenti
Enzimi (amilase, protease), Profumi, Linalool, Butylphenyl methylpropional, Coumarin, Benzyl salicylate, Limonene, Sbiancanti Ottici, Conservante, Octylisothiazolinone, Tetramethylolglycoluril, Methylisothiazolinone

Tenasioattivi anionici: "I tensioattivi anionici in genere sono sali costituiti da lunghe catene di atomi di carbonio, terminanti con un gruppo carbossilato o solfonato. Ad esempio numerosi saponi, il sodio lauril solfato (SLS), il lauril etossi solfato (LES), numerosi acidi alchil-benzen-solfonici (ABS). Nelle determinazioni analitiche, i tensioattivi anionici sono generalmente indicati con l'acronimo MBAS (Methylen Blue Active Subtances) perché il blu di metilene non consente di distinguere tra i vari tipi di tensioattivi anionici: alchilbenzensolfonati ABS, a catena alchilica lineare (LAS), alcani lineari solfonati ecc. I saponi, sebbene rientrino tra i tensioattivi anionici, non sono attivi al blu di metilene. Hanno un buon potere detergente ma basso potere microbicida." (Fonte: it.wikipedia.org)

Tensioattivi non ionici: "Sono alcoli a lunga catena, come i derivati poliossietilenici degli acidi grassi o gli APG (alchil-poli-glucosidi). Nelle determinazioni analitiche i tensioattivi non ionici sono generalmente indicati con l'acronimo BiAS (Bismute Active Subtances)." (Fonte: it.wikipedia.org)

Fosfonato: "blocca la durezza dell’acqua permettendo ai tensioattivi di lavorare al 100%, fotolabile e non di origine petrolchimica." (Fonte: www.biolis.it)

Opinioni: 

Si dividono in:
idrocarburi paraffinici: sono ottenuti dal petrolio e possono essere fluidi, semisolidi o solidi. L’olio minerale (detto anche olio di vaselina, olio bianco, paraffina liquida) è incolore, inodore, chimicamente inerte. La vaselina appare come una massa untuosa inodore, di colore bianco o giallo, molto utilizzata nei rossetti, negli unguenti e nelle creme da massaggio. La paraffina si presenta come una massa dura di colore bianco traslucido; è utilizzata per aumentare la rigidità delle preparazioni cosmetiche. La cera microcristallina risulta più flessibile e plasmabile rispetto alla paraffina ed è utilizzata per rendere più plastiche le altre cere;

idrocarburi isoparaffinici: sebbene l’impiego cosmetico sia limitato, si tratta di sostanze stabili, inerti, idrorepellenti, poco viscose e facilmente stendibili sulla cute;

idrocarburi cicloparaffinici: si tratta di oli leggeri, inodori e incolori, utilizzati nelle emulsioni A/O;

idrocarburi terpenici: derivano dallo squalene, una sostanza presente nel sebo umano, che una volta veniva estratto da fonti animali, mentre oggi si preferiscono i derivati vegetali, ricavati soprattutto dall’olio d’oliva. In cosmetologia si preferisce utilizzare lo squalano (derivato idrogenato). Questi ingredienti presentano delle spiccate proprietà emollienti e lubrificanti. 

Tratto da: "La Cosmesi" di Esposito Amendola Francesca
(Fonte: issuu.com)

Opinioni: 

La lanolina è ricavata dal grasso della lana (prodotto della secrezione delle ghiandole sebacee delle pecore); chimicamente si tratta di una cera, anche se l’aspetto è quello di un grasso. Presenta una composizione chimica simile a quella degli acidi grassi naturali ed è in grado di nutrire e idratare la pelle. La lanolina è inoltre impiegata come agente emulsionante.

Tratto da: "La Cosmesi" di Esposito Amendola Francesca
(Fonte: issuu.com)

Contro della Lanolina:

Purtroppo restano spesso nella Lanolina sostanze decisamente sconsigliate e dannose: residui di detergenti (soprattutto sbiancanti, perchè le pelliccia della pecora non è candida come generalmente viene rappresentata, ma ha un colore giallastro), pesticidi, anticrittogamici e inquinamento (questi veleni penetrano nella pecora già durante la sua vita, dai mangimi, dal foraggio nel caso la pecora bruchi erba contaminata) , inoltre la Lanolina contiene anche alcoli, che sono potenzialmente allergizzanti.
Conosco personalmente diverse persone allergiche alla lanolina.

Dalla lettura dell'intervento al riguardo di Fabrizio Zago su Promiseland, si evince che la Lanolina non si depura dai pesticidi (nel caso li contenga), è dunque preferibile, a mio avviso evitarla, preferendole tanti ottimi oli e grassi vegetali, oppure scegliere Lanolina ottenuta da pecore allevata in un ambiente bio. 

(Fonte: www.noimamme.it)

Opinioni: 

Rappresenta l’insieme delle sostanze, presenti negli oli e nei burri vegetali, di natura non triglicerica (ovvero che non possono subire reazione di idrolisi) [che se fatta reagire con delle basi, non dà origine al sale corrispondente, ossia il sapone nda]. Si tratta di una miscela complessa di componenti grassi, formata in particolare da idrocarburi, carotenoidi, xantofille, tocoferoli, fitosteroli, terpeni…
La frazione insaponificabile, in virtù delle ottime proprietà eudermiche, è utilizzata nei prodotti nutrienti dedicati alle pelli secche e senescenti.

Tratto da: "La Cosmesi" di Esposito Amendola Francesca
(Fonte: issuu.com)

Le frazioni insaponificabili dei numerosi lipidi vegetali sono tutte composte da idrocarburi (karitene, squalene, illipene), fitosteroli ed alcoli triterpenici, ma a seconda del tipo di olio può essere presente una maggiore concentrazione di idrocarburi rispetto agli altri due elementi oppure viceversa.
L’olio di oliva e il burro di karité, ad esempio, hanno dosi minori di fitosteroli e alcoli, i quali sono invece preponderanti negli insaponificabili dell' olio di soia e  avocado.
Numerose ricerche condotte ancora oggi in ambito cosmetologico, hanno per lo più lo scopo di determinare il valore di un olio rispetto ad un altro per ottenere dei preparati skin care sempre più efficaci.
La frazione in saponificabile degli oli, però, suscita grande interesse anche in campo dermatologico dove viene utilizzata per la terapia di molte dermatosi.
Il primo ad utilizzarla fu proprio un dermatologo francese (Thiers) nel 1960, per la cura di sclerodermie, elastosi e ipodermici e solo successivamente, grazie agli ottimi risultati ottenuti, si iniziò ad inserire tale frazione nelle formulazioni cosmetiche contro l’invecchiamento cutaneo.
In Cosmetologia gli insaponificabili  vengono utilizzati per la loro azione schermante contro i raggi UV e per quella stimolante esercitata sui fibroblasti, le cellule fondamentali del tessuto connettivo e, in particolar modo, del Derma.

Opinioni: 

Protezione solare

Le creme solari offrono una protezione preziosa, ma alcune formulazioni possono causare problemi se la pelle del bambino è sensibile. E' consigliabile optare per prodotti privi di acido para-aminobenzoico (PABA), un ingrediente che può essere irritante. Per i bambini di età superiore ai 6 mesi, è consigliabile applicare una protezione solare ad ampio spettro (che blocca sia i raggi UVA che UVB) con un fattore di protezione (SPF) pari o superiore a 30.

Sapone antibatterico

Benefici in teoria, i saponi liquidi antibatterici possono comportare alcuni rischi. Il triclosan, ingrediente comune, può risultare irritante per i bambini con pelli sensibili. La FDA (Food and Drug Administration) sta attualmente prendendo in esame tale sostanza a causa di studi che dimostrano la possibilità che essa possa influenzare la crescita e lo sviluppo. Per contrastare i germi, l'impiego di sapone e acqua funziona altrettanto bene.

Eczema e lozioni

La tentazione di mantenere la pelle del bambino sempre morbida, mediante l'applicazione di lozioni, è forte. Tuttavia, le creme idratanti possono contenere fragranze in grado di irritare la pelle delicata del bambino, specie se quest'ultimo in passato ha sperimentato l'insorgenza di eczema. Esistono dubbi sul fatto che alcuni ingredienti, come parabeni e ftalati, possano causare problemi ormonali. Se il bambino ha la pelle secca, utilizzare un sapone delicato o neutro, tamponare delicatamente (non sfregare) la pelle del bimbo dopo il bagnetto.

Salviettine per bambini

Le salviettine monouso per bambini sono sicuramente utili e pratiche, ma possono contenere alcol e fragranze che causano una irritazione della pelle. Alcune di queste salviettine contengono anche conservanti che possono causare l'insorgenza di dermatite allergica da contatto (una eruzione cutanea od orticaria dovute al contatto con una sostanza che provoca allergia). Invece delle salviettine, è consigliabile utilizzare un guanto o una pezza di spugna. Quando si è in viaggio, riporre questi ultimi in un sacchetto richiudibile.

Opinioni: 

La "Green parade" dei post più letti del blog:


1) "L'olio di semi di canapa: davvero stupefacente!"
2) "E tu che fototipo sei?"
3) "Olio di lino e omega-3"
4) "Pelle a macchia di leopardo"
5) "Lo SCEC"
6) "Il bianco più bianco che non si può"
7) "Dizionario dei codici E"
7) "L'imbroglio nella zuppa. L'industria del gusto."
9) "Curcuma forever!"
10) "Cruelty free a "modo mio" e coniglietti taroccati"

Opinioni: 

Alcoli grassi
Si tratta di alcoli fluidi che vengono utilizzati come emollienti, oltre a essere dei buoni agenti disperdenti dei pigmenti. L’ottildodecanolo e l’esildecanolopresentano una buona stendibilità, ma risultano leggermente grassi nella texture, per questo vengono utilizzati soprattutto per conferire la giusta consistenza alle emulsioni dal basso contenuto di lipidi. L’alcol isostearilico presenta ottime proprietà emollienti ed è utilizzato ampiamente nei rossetti e negli oli da bagno.


 
Acidi grassiPossono essere saturi o insaturi, a seconda della struttura chimica, e vengono utilizzati per aumentare la consistenza, ma anche come emollienti e nutrienti. L’acido stearico è utilizzato prevalentemente come agente perlante nelle creme e nelle emulsioni fluide; l’acido isostearico contribuisce a rendere morbide e scorrevoli le formulazioni; l’acido oleico è molto utilizzato nelle creme leggere e nelle schiume da barba; l’acido palmitico è impiegato come agente emulsionante nelle miscele acqua in olio (A/O).

Tratto da: "La Cosmesi" di Esposito Amendola Francesca
(Fonte: issuu.com)
 

Opinioni: 

Gli esteri glicerici (monogliceridi, digliceridi e trigliceridi) comprendono un ampio gruppo di ingredienti cosmetici chimicamente simili ai costituenti del film lipidico presente a livello cutaneo, per questo sono ampiamente utilizzati nei prodotti ad azione  protettiva. I trigliceridi naturali comprendono oli e burri estratti da numerose piante, dotati di ottime proprietà nutrienti ed emollienti, ma leggermente limitati dal punto di vista organolettico, in quanto tendono a ossidarsi e a irrancidire, cambiando colore e odore. I trigliceridi sintetici, invece, risultano stabili all’ossidazione e conferiscono ai prodotti finali una texture particolarmente delicata e gradevole.


I trigliceridi naturali comprendono oli e burri estratti da numerose piante, dotati di ottime proprietà nutrienti ed emollienti, ma leggermente limitati dal punto di vista organolettico, in quanto tendono a ossidarsi e a irrancidire, cambiando colore e odore. I trigliceridi sintetici, invece, risultano stabili all’ossidazione e conferiscono ai prodotti finali una texture particolarmente delicata e gradevole.

Tratto da: "La Cosmesi" di Esposito Amendola Francesca
(Fonte: issuu.com)

Opinioni: 
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