Lightbox Effect

Gli azzurranti ottici sono molecole in grado di fissarsi sulle fibre tessili, come i coloranti ma incolori.
Assorbono però radiazioni ultraviolette ed emettono parte dell'energia così assorbita sotto forma di radiazioni visibili, nell'ambito della lunghezza d'onda corrispondenti al blu-violetto.
L'azione degli azzurranti è quindi quella di sommare il proprio colore al riflesso giallastro presente sulle fibre bianche, annullandolo; il "nero" formato dalla somma dei due colori è troppo poco intenso per eseere percettibile all'occhio come grigio, e si limita a rendere il bianco meno luminoso, ma più gradevole all'aspetto.

Questo risultato, in passato, si otteneva con coloranti come il blu oltremare, sempre in quantità molto piccola. Sviluppati nel secondo dopoguerra, il maggior numero di azzurranti deriva dall'acido p,p'-diammino-o,o'-stilbendisolfonico, spesso con i gruppi solfonici esterificati o ammidati, o con sostituenti di vario tipo sugli anelli aromatici.

(Fonte: www.unibg.it)

Gli sbiancanti ottici non vengono utilizzati nella detergenza ecologica, in quanto effetto "barbatrucco" a parte, rimangono sui tessuti con la conseguenza di possibili reazioni allergiche.
L'alternativa a tutto ciò c'è eccome! Quale? Il "solito" percarbonato di sodio di cui abbiamo parlato in altre occasioni (1 2 3) che libera ossigeno e anidride carbonica senza avere effetti sull'uomo e sull'ambiente.

Opinioni: 

Il carosello dei miracoli

12:11 giovedì 27 settembre 2012

Tanta pubblicità, nessun controllo sui prodotti, niente trasparenza. La vendita di prodotti di bellezza, già per sua natura vendita di illusioni, si regge su un carosello di promesse pubblicitarie non controllate. L'acquisto di un cosmetico è un puro atto di fede, acquistiamo a scatola chiusa una promessa di risultato, senza avere nessuna prova, fidandoci solo della parola del produttore. In parte perché il nostro desiderio di essere belli ci porta a credere alle promesse, in parte perché forse immaginiamo che qualcuno abbia controllato per noi. Immaginiamo che se un prodotto è arrivato sugli scaffali del supermercato o della farmacia e se ha potuto proclamare sui poster o negli spot tv che elimina le rughe o che fa crescere i capelli, qualcuno avrà verificato la sua efficacia. In realtà non è così. L'unica garanzia dell'efficacia di un cosmetico è la parola del produttore e degli esperti e ricercatori suoi dipendenti. I cosmetici, infatti, sono posti in vendita senza nessuna autorizzazione, senza che le aziende produttrici debbano presentare prove della loro efficacia.


Per mettere in commercio qualsiasi prodotto cosmetico, è sufficiente una notifica inviata con raccomandata al Ministero della Salute e all'assessorato alla sanità della Regione. Poche pagine dove l'azienda dichiara di voler mettere in commercio il prodotto XY, fornisce l'indirizzo dell'officina di produzione, descrive le attrezzature utilizzate, la lista degli ingredienti, allega fotocopia del documento del rappresentante legale, marca da bollo e il gioco è fatto. Passati 30 giorni, se il Ministero non ha osservazioni, il prodotto può essere commercializzato. L'azienda quindi non deve presentare nessun test, nessuna documentazione scientifica, nessuno studio, e nel modulo deve solo indicare la generica categoria di appartenenza del prodotto — per esempio prodotti antirughe, preparazioni per bagni e docce, prodotti per la pulizia dei capelli, creme emulsioni e oli per la pelle. Quella che in pubblicità viene presentata come potente crema anticellulite o crema che aumenta le dimensioni del seno, al Ministero della salute può essere semplicemente notificata come crema per il corpo. Il sistema della notifica serve solo a verificare, sulla base di quanto dichiarato dal produttore, che tutti gli ingredienti siano ammessi dalla legge.
Se il sistema della notifica non pone problemi per saponette, fondotinta o smalto per unghie, (sembrerebbe esagerato chiedere al produttore di sapone di presentare un test che prova quanto sgrassa il suo sapone o quanto coprente è un fondotinta) non sembra invece sufficiente a tutelare i consumatori nel caso, per esempio, di creme antirughe che promettono di influire sul DNA o di gel che promettono di tirare su il seno o di lozioni che fanno ricrescere i capelli. La legge tuttavia non distingue tra saponette e creme antirughe, e comprende tutto nella ampia categoria dei prodotti cosmetici e per l'igiene personale.

Opinioni: 

Gli oli e i burri presentano una struttura chimica simile, tuttavia i primi sono fluidi a temperatura ambiente, mentre i secondi risultano solidi o pastosi.
Gli oli vegetali risultano degli ingredienti di largo impiego nella preparazione dei cosmetici nutrienti ed emollienti, in virtù della loro affinità con il sebo cutaneo, ma anche idratanti e protettivi. Alcuni oli (calendula, lino, enotera) manifestano anche delle proprietà lenitive e risultano particolarmente indicati nel trattamento delle pelli irritate e arrossate, mentre altri oli (riso, oliva) sono utilizzati nel prodotti solari, grazie alle proprietà filtranti nei confronti delle radiazioni del sole.
I burri vegetali sono molto utilizzati nell’industria cosmetica, in particolare il burro di karité, che compare spesso nei cosmetici nutrienti, antirughe e rassodanti. Le cere vegetali presentano una struttura chimica diversa da quella degli oli e dei burri, sono costituite da miscele complesse di sostanze grasse che le rendono dei solidi pastosi, a esclusione della cera di jojoba, che appare fluida a temperatura ambiente. Tra i derivati animali non dobbiamo dimenticare la cera d’api, molto utilizzata nel settore cosmetico. Le cere sono usate come corpi di consistenza in unguenti, emulsioni e soprattutto fusioni, per conferire rigidità, brillantezza e resistenza ai prodotti finali.

Tratto da: "La Cosmesi" di Esposito Amendola Francesca
(Fonte: issuu.com)


CERE IDROCARBURICHE:

- paraffina = miscela purificata di idrocarburi solidi ricavati dal petrolio (USP); solida bianca fonde tra 50 e 60°C; dermatologicamente inerte; fattore di consistenza;

- cera microcristallina = amorfa, cera di petrolato (il petrolio distillato dà la paraffina, dal residuo di distillazione, per estrazione con solvente, si ottiene la c.m.); fonde tra 54 e 82°C; plastica, introdotta in miscele lipidiche per non far notare eventuale sineresi (separazione) tra le varie fasi lipidiche;

- ozocherite = cera minerale, estratta dal bitume che contorna la sacca di petrolio; amorfa e malleabile; fonde tra 58 e 80°C (la raffinata, di colore giallino-bianco) fonde a 74-78°C; vicaria la cera d'api per la sua plasticità;

- ceresina = o cera minerale purificata, dicono sia ozocherite purificata, ma sembra più una ozocherite alla quale sia stata miscelata paraffina (dal 50 all'80%); bianca o gialla; fonde tra 61 e 78°C; in miscela diminuisce al minimo fenomeni di sineresi.

In tutti i derivati petroliferi/bituminosi il giudizio dermatologico dipende dall'assenza di idrocarburi aromatici.

Opinioni: 

Comprendono un gruppo ampio e differenziato di materie prime [oli, burri e cere nda] accomunate da alcune caratteristiche chimiche, tra cui l’insolubilità in acqua, la scarsa polarità e la bassa volatilità. In generale questi ingredienti vengono utilizzati in cosmetologia per fornire ai prodotti delle proprietà lubrificanti, emollienti, surgrassanti e filmogene. 


In particolare, le sostanze grasse nei cosmetici:
1. rendono il prodotto spalmabile e facile da stendere sulla pelle;
2. proteggono l’epidermide ripristinando le barriere fisiologiche;
3. ammorbidiscono la cute, svolgendo un’azione emolliente;
4. riducono l’evaporazione dell’acqua a livello dello strato corneo, svolgendo un’azione idratante.
I lipidi di impiego cosmetico possono essere di derivazione vegetale, minerale o sintetica; i derivati animali sono caduti in disuso, a eccezione delle sostanze ricavate dal grasso della lana (lanolina) e dalle api (cere d’api.).

Tratto da: "La Cosmesi" di Esposito Amendola Francesca
(Fonte: issuu.com)

Opinioni: 

Sante Naturkosmetik - Mascara volume n°02

Drama lashes: amazing volume, dramatic curve, long-lasting coverage. Special mascara in elegant earthy shades.



INCI:
ACQUA (solvente)
ALCHOHOL* (solvente)
MAGNESIUM SILICATE (assorbente / opacizzante / viscosizzante)
RICINUS COMMUNIS (CASTOR) SEED OIL (emolliente)
SORBITOL (umettante)
STEARIC ACID (emulsionante / stabilizzante emulsioni)
PRUNUS AMYGDALUS DULCIS (SWEET ALMOND) OIL (vegetale / condizionante cutaneo)
RHUS VERNICIFLUA (vegetale)
PARFUM
POTASSIUM CETYL PHOSPHATE (tensioattivo)
CARAMEL (colorante cosmetico)
HYDROGENATED PALM GLYCERIDES (emolliente / emulsionante)
MAGNESIUM ALUMINUM SILICATE (assorbente / opacizzante / viscosizzante)
XANTHAN GUM (legante / stabilizzante emulsioni / viscosizzante)
TOCOPHEROL (antiossidante)
LINALOOL (Allergene del profumo)

+/-:
CI 77499 (colorante cosmetico)
CI 77491 (colorante cosmetico)
CI 77492 (colorante cosmetico) 


(Fonte: forum.saicosatispalmi.org/)

Opinioni: 

Il grano saraceno (Fagopyrum esculentum) è una pianta a fiore appartenente alla famiglia delle Polygonaceae. Il nome scientifico, Fagopyrum deriva dalla combinazione del latino fagus (con il faggio ha in comune la forma assai caratteristica dei semi triangolari) e gal greco piròs (come dai semi del frumento anche dai semi del grano saraceno si ricava una farina). A causa delle sue caratteristiche nutrizionali e dell’impiego alimentare, questo vegetale viene spesso collocato commercialmente, tra i cereali, nonostante tale classificazione sia scientificamente impropria, non appartenendo il grano saraceno alla famiglia delle Graminacee.
Origini: è una pianta spontanea nelle zone della Siberia e della Manciuria. La coltura si è propagata in Cina nel X secolo e in Occidente durante il Medioevo. Ci sono diverse fonti di pensiero sul modo in cui è avvenuta la sua propagazione, ma fra tutte due risultano le più accreditate. Secondo il primo filone, i Turchi avrebbero introdotto la pianta in Grecia e nelle penisola balcanica, e da questo deriverebbe il nome grano saraceno, ossia grano dei turchi o dei saraceni. La seconda teoria sostiene che la diffusione sia avvenuta attraverso l’Asia e l’Europa del Nord ad opera delle migrazioni dei popoli mongoli che, dalla Russia meridionale, portarono il grano fino alla Polonia e alla Germania, da dove si sarebbe diffuso nel resto d’Europa. E’ probabile che entrambe le tesi siano valide e che la propagazione sia avvenuta contemporaneamente sia da Nord che da Sud. Coltivazione: il grano saraceno sopporta male il freddo, e pertanto esige di essere coltivato nella stagione primaverile – estiva durante la quale esso riesce a svolgere rapidamente il proprio ciclo biologico. Per quanto nei paesi del Nord Europa questa pianta compaia come coltura principale, in Italia rappresenta soprattutto una coltura intercalare praticata dopo un cereale autunno‐invernale, come per esempio la segale o più raramente il frumento.

Opinioni: 

5 motivi per "scornarsi" con l'INCI

12:35 mercoledì 5 settembre 2012

Copio ed incollo, visto che non avrei saputo scriverlo meglio...

Ecco, in sintesi, i motivi per cui vale la pena scornarti con l’INCI (elenco degli ingredienti contenuti nel cosmetico), scontrarti con commessi incompetenti, fare lo slalom tra gli ecofurbi:


1. Non inquini più del necessario.
Dobbiamo scendere a compromessi tutti i giorni: l’auto contribuisce allo smog, il computer è pieno di metalli inquinanti, il cibo biologico non sempre è alla portata di tutti per i prezzi non propriamente friendly.
Utilizzare una crema eco-bio significa non immettere nell’ambiente ulteriore petrolio, ulteriori molecole non biodegradabili, ulteriori miscele inquinanti delle acque – e dei pesci, poveri loro.
Sì, il tuo vasetto da 50 ml conterrà solo pochi milligrammi di questi componenti, ma moltiplicali per tutti i vasetti in possesso delle persone del tuo quartiere, della tua città, della tua regione e dell’Italia tutta… vedi l’ago della bilancia spostarsi verso misure molto più importanti? Puoi contribuire a farlo scendere.

2. Non *ti* inquini. 
Rifletti. Sei preoccupato dell’inquinamento ambientale? Immagino di sì, come chiunque. Ma l’ambiente cos’è di preciso? Forse stai visualizzando boschi, fiumi, montagne e mari tropicali, immagini lontane da te. Ma l’ambiente è qualcosa di più ampio. Tu, in quanto essere umano, inali ossigeno e restituisci anidride carbonica, ti nutri e produci rifiuti. Anche tu sei parte dell’ambiente. Quindi, più l’ambiente è inquinato, più la tua pelle, che è la parte di ambiente più vicina a te, ne risente.
Inoltre: ha senso pensare a mantenere puliti i boschi e i fiumi, mentre continui a usare petrolio su te stesso?

3. Impari a conoscerti.
Lo sai come funziona un cosmetico tradizionale? Forse no. Provo a spiegartelo in due parole.
La maggior parte delle creme in commercio contiene Petrolatum. Vaselina, Mineral Oil, Paraffinum Liquidum sono analoghi, e sono ottenuti dalla raffinazione del petrolio.

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