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Stavo scrivendo un post sul cruelty free, sulle varie liste ed enti di certificazione quando mi sono imbattuto nel blog BIOVamp, dove ho trovato un articolo che più o meno contiene quanto probabilmente avrei scritto e sarei andato ad esporre, quindi ne approfitto ben volentieri.

"Standard Internazionale Cruelty-Free

Come possono le appassionate di make-up come me essere certe di comprare prodotti che non incrementino la vivisezione??? Innanzitutto occorre sapere che tutti gli ingredienti di sintesi sul mercato oggi, in passato sono stati testati per legge su animali, con metodi che come ben immaginate sono decisamente invasivi e dolorosi. Se un'azienda decide di investire sulla sintesi di una nuova molecola, per legge, tale sostanza deve essere testata su animali prima di poter esser introdotta nel mercato.
Dal 2005 circa in Europa è stato introdotto il divieto di testare il prodotto finito su animali, quindi tutte le diciture che generalmente si trovano sulle confezioni "prodotto finito non testato su animali", "Contro i test su animali", (...) ecc. non fanno altro che riferirsi al prodotto finito quindi affermano ciò che è ovvio per legge, ma non garantiscono che il prodotto sia cruelty-free, perché potrebbe contenere una molecola di nuova generazione tra i suoi ingredienti.
Quando si afferma che gli ingredienti sono al 100% naturali (vegetali non trattati con processi chimici) non sono richiesti per legge test su animali , quindi, a rigor di logica non occorre controllare le etichette.
Fortunatamente esiste lo STANDARD INTERNAZIONALE "standard cruelty-free" il quale definisce i punti necessari perché un azienda sia garantita al 100% cruelty-free.
- Ovviamente il prodotto finito non deve essere testato su animali (in altre parti del mondo purtroppo non vige sempre una normativa come quella Europea)
- I singoli ingredienti devono avere una FIXED CUT-OFF DATE ossia non sono più stati testati dopo un certo anno.
La FCOD (Fixed Cut-off date n.d.a) policy è l’unico sistema valido che garantisca l’impegno preciso di un’azienda a non utilizzare ingredienti usciti sul mercato dopo la data scelta al momento della propria adesione. Quindi l'azienda si impegna a non comprare nuovi ingredienti che dovrebbero seguire l'iter burocratico legislativo, incrementando la vivisezione. Questa metodica è riconosciuta da tutte le associazioni che lottano contro la vivisezione di tutto il mondo.
Le aziende che aderiscono a questo Standard e si sottopongono ad una certificazione da parte di un ente di controllo, a pagamento o meno, possono utilizzare sulle confezioni di tutti i loro prodotti il simbolo del "leaping bunny" che vedete di seguito.

Per quanto riguarda l'Italia l'organismo di controllo ICEA si occupa delle certificazioni delle aziende presenti sul nostro territorio per conto di LAV, oppure un'altra certificazione si può ottenere attraverso l’associazione inglese Naturewatch, o ancora dalla dott.ssa Antonella de Paola, autrice della "Guida ai prodotti non testati su animali" per conto del comitato VIVO.
Per quanto riguarda le marche straniere che si possono trovare in Italia o meno, valgono le certificazioni rilasciate dai vari organismi di competenza presenti sui territori nazionali che sono elencati nel database della BUAV, l'associazione antivivisezione inglese.
Sul sito Consumo Consapevole è possibile visionare una lista di prodotti aderenti allo standard, sarà mia premura inquadrare il prima possibile quelli che producono prodotti per il make-up, come riporta il sito, è preferibile scegliere il prodotti certificati ICEA poiché tali aziende hanno dunque accettato di sottoporsi a controlli esterni anziché operare in regime di semplice autocertificazione ed inoltre le confezioni hanno una dicitura inconfondibile. (...) La definizione di cruelty-free legata allo Standard, comprende solo [però] la questione dei test su animali, ma non l'eventuale provenienza degli ingredienti usati. Quando gli ingredienti derivano da sfruttamento e uccisione di animali, anche se non testati, non possono comunque essere considerati cruelty-free. Questi ingredienti sono: grassi animali, olii animali, gelatina animale, acido stearico, glicerina, collagene, placenta, ambra grigia, muschio di origine animale, zibetto, castoreo, latte, panna, siero di latte, uova, lanolina, miele, cera d'api.
Le ditte che aderiscono allo Standard per lo più evitano di usare questo genere di prodotti, quindi sono cruelty-free anche sotto questo punto di vista, ma conviene controllare gli ingredienti prima dell’acquisto.

Ed ora le liste dei prodotti Cruelty-free aderenti allo Standard Internazionale :

Lista LAV-ICEA
Lista VIVO
Lista BUAV
Lista Naturewatch
Lista “The Leaping Bunny”
Fonti:
“Facciamo chiarezza sul cruelty-free” di Marina Berati, per l’articolo in versione integrale visitare il link.
Iniziativa: “Cosmetici e sperimentazione animale” per approfondire clicca qui"

(Fonte: BIOVamp)

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