Lightbox Effect

Aggiungo "poche" righe di introduzione al post, anche se generalmente preferisco non interferire con le fonti e gli autori citati, lasciando che siano loro a "parlare" ed i lettori a trarre le proprie conclusioni.
Detto questo penso che, come spesso si dice, non sia cosa utile e funzionale a qualsivoglia discussione, fare di tutta un'erba un fascio.
Certo, circa la più o meno oggettività del fatto che talune sostanze siano, se non proprio dannose, da approcciare con cautela ed accortezza, penso possiamo essere abbastanza d'accordo ed il fatto che il loro utilizzo sia autorizzato non è indice di per sè di sicurezza.
Ritengo che le cose vadano sempre però contestualizzate. Una sostanza presente in una formulazione cosmetica agisce diversamente a seconda ovviamente della quantità contenuta nella stessa e dell'interazione con gli altri componenti che possono mitigare o favorire eventuali effetti dannosi o secondari.
Come abbiamo già visto, ai primi posti dell' INCI di un prodotto (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), troviamo gli ingredienti contenuti in percentuale più alta ed a seguire tutti gli altri, quindi conta molto il posizionamento e come detto sopra l'interazione con le altre sostanze che avranno a loro volta una determinata posizione e quantità. Infine, potremmo aggiungere che i primi 4/5 ingredienti sono quelli maggiormente "caratterizzanti".
Quando però ti ritrovi a leggere un INCI simile, si può anche magari tranquillamente affermare che possa essere un tantinello "aggressivo" e ridondante vista la contemporanea presenza di Sodium laureth e lauryl...

AQUA (solvente)
SODIUM LAURETH SULFATE (tensioattivo)
SODIUM LAURYL SULFATE (denaturante / emulsionante / tensioattivo)
COCAMIDOPROPYL BETAINE (tensioattivo)
CITRIC ACID (agente tampone / sequestrante)
SODIUM CITRATE (agente tampone / sequestrante)
SODIUM XYLENESULFONATE (tensioattivo)
PARFUM
COCAMIDE DEA (emulsionante / stabilizzante emulsioni / tensioattivo / viscosizzante)
SODIUM CHLORIDE (viscosizzante)
SODIUM BENZOATE (preservante)
TETRASODIUM EDTA (sequestrante)
PEG-60 ALMOND GLYCERIDES (emulsionante)
GLYCERIN (denaturante / umettante / solvente)
BUTYLPHENYL METHYLPROPIONAL (allergene del profumo)
PANTHENOL (antistatico)
PANTHENYL ETHYL ETHER (antistatico)
GUAR HYDROXYPROPYLTRIMONIUM CHLORIDE (antistatico / filmante / viscosizzante)
LINALOOL (allergene del profumo)
HEXYL CINNAMAL (allergene del profumo)
LIMONENE (allergene del profumo)
BENZYL SALICYLATE (allergene del profumo)
MAGNESIUM NITRATE (additivo)
METHYLCHLOROISOTHIAZOLINONE (conservante)
MAGNESIUM CHLORIDE (additivo)
METHYLISOTHIAZOLINONE (conservante)




 Pantene - Pro-V - Aqualight shampoo capelli fini

(Fonte: http://forum.saicosatispalmi.org/viewtopic.php?t=19365&sid=89e2bb64730f6096cf60a797fc529e79)

Ma torniamo, al titolo del post.

Recentemente (il testo in questione è del 2002 ed è stato ristampato nel 2007 nda) su Internet sono circolati diversi messaggi allarmanti che, con toni apocalittici («state avvelenando la vostra famiglia?»...), affermavano che il sodio laurilsolfato (SLS) e il sodio lauriletere solfato (SLES) sono cancerogeni. Questi due tensioattivi sono diffusissimi e vengono usati nella grande maggioranza dei detergenti convenzionali come shampoo, bagnoschiuma, dentifrici e saponi liquidi, in proporzioni variabili. Ai messaggi di allarme sono poi seguite diverse smentite, e si è ovviamente generata una grande confusione. Attualmente non esiste una letteratura scientifica che provi la cancerogenicità di questi due tensioattivi; ma esiste invece ampia letteratura sugli altri effetti indesiderati di queste sostanze. L’SLS è molto sgrassante e viene usato anche per pulire motori e officine meccaniche, e come sverniciante. Può essere irritante per la pelle e per gli occhi e aumenta la permeabilità della pelle, cosa ovviamente pericolosa quando nello stesso prodotto sono presenti altre sostanze potenzialmente nocive. Può ritardare la cicatrizzazione delle lesioni della cornea, e può danneggiarla (a seconda della concentrazione e del tempo di contatto) soprattutto nei bambini. Lo SLES è decisamente meno aggressivo delI’SLS, ma durante la sua produzione si forma diossano, una sostanza cancerogena bagnadifficile da eliminare dal prodotto finale, e che può contaminarlo in traccia. Alcune ricerche proverebbero che lo SLES può reagire con altre sostanze comunemente presenti nei cosmetici, portando alla formazione di nitrosammine, altre sostanze cancerogene che possono penetrare attraverso la pelle. Tutto questo non autorizza a considerare necessariamente pericolosi i prodotti che contengono SLS e SLES, visto che molto dipende anche dalla concentrazione, dalle altre sostanze contenute e dal tempo di contatto con la pelle; è importante però sottolineare che si tratta di due tensioattivi dal forte impatto ambientale e la cui azione sgrassante, se non bilanciata dalla presenza di altri tensioattivi più delicati, può essere troppo energica.

(Fonte: http://www.stampalternativa.it/liberacultura/books/cosmesi.pdf)


All'indirizzo sopra citato potete scaricare gratuitamente "Cosmesi naturale pratica - come fare in casa prodotti di bellezza con ingredienti facili, sani, efficaci e gustosi" di Francesca Marotta.

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