Lightbox Effect

Filtri Uv

18:36 giovedì 10 maggio 2012

I filtri per i raggi ultravioletti (Uv) - usati in concentrazioni fino al 10% nei prodotti contenenti filtri solari e in moltissimi altri cosmetici, come le creme per il viso, i rossetti, le lozioni per la pelle, le tinture per i capelli, gli shampoo e i bagnoschiuma - sono altamenti lipofili ("amanti dei grassi") e, in quanto tali, possono resistere nell'ambiente, nella fauna selvatica e negli esseri umani.L'esposizione ai filtri solari non avviene unicamente attraverso la loro applicazione, ma anche tramite la catena alimentare. La dottoressa Philippa Darbre, senior lecturer in oncologia all'Università di Reading afferma: "Le rilevazioni sui pesci hanno dimostrato che questi filtri Uv sono presenti a livelli paragonabili a quelli dei Pcb e del Ddt".




Esistono due tipi di filtri solari: quelli fisici e quelli chimici. I filtri solari fisici contengono materiali che ricoprono la pelle con una sottile membrana, che disperde e riflette i raggi Uv nello spettro visibile e in quello Uv. I filtri normalmente usati nei prodotti per la protezione solare sono l'ossido di zinco e il biossido di titanio, minerali presenti in natura. Questo ha sollevato delle preoccupazioni, perchè i prodotti per la protezione solare composti da queste sostanze potrebbero contenere nanoparticelle. Nello specifico, le nanoparticelle di biossido di titanio hanno dimostrato di poter causare danni al Dna nelle cellule della pelle in vitro e umane quando esposte alla luce Uv e all'acqua. Più le particelle sono piccole, più tossiche sono per le cellule; per esempio, particelle di biossido di titanio da 20 nm sono in grado di distruggere completamente il Dna superavvolto a basse dosi e senza l'esposizione Uv, mentre particelle grandi 500 nm possono solo causare danni minori. Questo è un aspetto importante, dato che le piccolissime nanoparticelle di biossido di titanio vengono utilizzate nei filtri solari e nei cosmetici perchè sono incolori sulla pelle, mentre le particelle più grandi conferiscono alla pelle una sgradita colorazione bianca. I filtri solari chimici comprendono sostanze come i benzofenoni (ad esempio l'ossibenzone nda) e i cinnamati (ad esempio l'octyl methoxycinnamate nda), che assorbono i raggi Uv e ne disperdono l'energia. Gli agenti chimici in grado di assorbire i raggi Uv vengono lentamente disgregati dall'energia solare, pertanto devono essere continuamente riapplicati. I filtri solari chimici vengono aggiunti ai prodotti per laprotezione solare in una concentrazione fino al 10%. Vengono poi utilizzati comunemente in altri prodotti cosmetici, specie negli idratanti. Molti filtri solari possono causare reazioni irritanti; alcuni di essi sono stati associati alla produzione di radicali liberi, che possono danneggiare il Dna e provocare persino disgregazione endocrina.

(Fonte: DAWN, MELLOWSHIP., (2011) "Belle senza paura. Saponi, shampoo, bagnischiuma, creme solari, trucchi. Come riconoscere ed evitare i "cosmetici cattivi"", Milano, Terre di mezzo Editore, pp.117-8)

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