Lightbox Effect

Oggi andiamo per campi. Non nego che più leggo, più si aprono una marea di scenari a tratti inquietanti, come in un effetto domino a ritroso. Del tipo: nel post precedente si è parlato di Kamut@, si è passati poi al Senatore Cappelli (Akrux@) e qui per un verso o per l'altro finiamo al grano duro Creso.

Ma andiamo per gradi, scopriremo un sacco di cose interessanti.

Il frumento "Senatore Cappelli" è una varietà di frumento duro creata a Foggia nel 1915 dall'agronomo Nazareno Strampelli a partire dall'incrocio tra la varietà Rieti e della cultivar Jean Retifha ( varietà tunisina), è classificato come Triticum Turgidum Durum. Prese questo nome in onore del Senatore abruzzese Raffaele Cappelli, promotore, nei primi del '900, della riforma agraria che portò anche alla distinzione tra grani duri e teneri. Il grano Cappelli viene considerato il padre del grano duro, definito negli anni 30 “razza eletta”, é un grano duro rustico che predilige i terreni poveri e argillosi. Detiene eccellenti qualità nutrizionali e un alto valore proteico; in Puglia tali caratteristiche gli hanno valso l’appellativo di “ carne dei poveri”. (Fonte: http://www.akrux.it/it/il-cereale-akrux/origine-del-cereale.html)

E ora arriva il bello. Infatti, il 25 ottobre 1974, viene iscritto nel "Registro Varietale", una nuova tipologia di grano duro che di lì a breve avrebbe rivoluzionato la cerealicoltura italiana, il Creso.



Continua l'effetto domino e si aprono decisamente altri scenari.

Questa nuova varietà, aveva tutte le caratteristiche per vincere sulle altre in circolazione in quanto maggiormente produttiva a parità di spazio coltivato, più stabile dal punto di vista qualitativo, ricca di glutine e precoce. Inoltre, essendo la pianta più bassa, poteva resistere meglio ad intemprerie  e minacce quali vento e pioggia.
Ecco quindi che il Creso in breve tempo diventa la varietà di frumento più prodotta in assoluto.
Ma come si è arrivati al Creso? La risposta è la seguente: modificando geneticamente la varietà Senatore Cappelli mediante raggi gamma (di un isotopo radioattivo del Cobalto) ed incrociando il risultato di questa operazione, e cioè il "Cappelli CB144", con la varietà messicana denominata Cymmit al fine di stabilizzarne le caratteristiche.
Il tutto avvene presso il Centro di ricerche nucleari della Casaccia, laboratorio dell'allora Cnen che oggi ha preso il nome di Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), ad opera del team cappeggiato dal professor Gian Tommaso Scarasci.
Praticamente si ottenne un frumento "nanizzato". Negli anni a seguire il Creso fu poi a sua volta incrociato con altre varietà arrivando così ad ottenere la maggior parte dei tipi di frumento attualmente coltivati: Simeto, Colosseo, Adamello, etc.

Quindi si tratta di un OGM?

Gli esperti si dividono. Per i puristi, che intendono per Ogm solo il transgenico (cioè quel che si ottiene mescolando frammenti di DNA di specie diverse) il Creso non rientra nella categoria. Ma altri non sono d’accordo. “Tecniche come l’irradiamento con cobalto o raggi gamma – spiega Luca Colombo, agronomo della Fondazione diritti genetici – producono mutagenesi anche molto forti, quindi si può dire che in senso più ampio si tratta di organismi geneticamente modificati”. (Fonte: http://daily.wired.it/news/scienza/la-storia-segreta-dei-nostri-spaghetti-atomici.html)

A quest punto ci si potrebbe anche domandare: uma modificazione genetica può portare ad un'intolleranza di tipo epidemico?

Questo è quello che pensa a riguardo il professor Luciano Pecchiai, primario ematologo presso l'ospedale Buzzi di Milano e fondatore dell'Eubiotica (http://it.ekopedia.org/Eubiotica)  in Italia:

Appare fondata l'ipotesi che la modifica genetica di questo frumento sia correlata ad una modificazione della sua proteina e in particolare di una frazione di questa, la gliadina, proteina basica dalla quale per digestione peptica-triptica si ottiene una sostanza chiamata frazione III di Frazer, alla quale è dovuta l'enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento caratteristico della celiachia. «È evidente - amette lo stesso Pecchiai - la necessità di dimostrare scientificamente una differenza della composizione aminoacidica della gliadina del frumento nanizzato, geneticamente modificato, rispetto al frumento originario. Quando questo fosse dimostrato, sarebbe ovvio eliminare la produzione di questo frumento prima che tutte le future generazioni diventino intolleranti al glutine». (http://www.aamterranuova.it/Salute-e-medicina-naturale/I-segreti-della-Celiachia)

To be continued...

 (Fonti consultate o utilizzate:
- daily.wired.it/news/scienza/la-storia-segreta-dei-nostri-spaghetti-atomici.html#content
- http://www.disinformazione.it/segreti_della_celiachia.htm
- http://www.aamterranuova.it/Salute-e-medicina-naturale/I-segreti-della-Celiachia
- http://www.iosonoimmortale.it/files/grano.htm
- http://www.ilpastonudo.it/le-grane-del-grano/breve-storia-del-grano/)


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