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Post da "leggere entro il" ...

13:48 giovedì 31 maggio 2012

Se finora avete sempre selezionato con cura il consumo dei vostri alimenti prestando attenzione alle date di scadenza, leggete con attenzione questo articolo perchè a quanto pare intorno a quest'argomento c'è un bel pò di confusione.
Una ricerca condotta nel Regno Unito dalla WRAP (Waste & Resources Action Programme) rende noto che una percentuale molto elevata di consumatori, dal 45 al 49%, scarta gli alimenti a causa di una errata comprensione dei termini di scadenza. In totale i rifiuti scartati per un'errata comprensione delle etichette si aggirerebbero intorno al 20%.


Cerchiamo di fare un pò di chiarezza. Innanzitutto quando parliamo di data di scadenza facciamo riferimento al periodo entro cui un alimento correttamente conservato viene ritenuto igienicamente idoneo. Tuttavia questo non vuol dire che il giorno dopo il prodotto sia da buttare, tanto è vero che bisogna sempre accertarsi della qualità dello stesso e nel caso in cui non si rilevino alterazioni si può consumare l’alimento in tutta tranquillità.

Opinioni: 

Gli ammorbidenti.

18:04 lunedì 28 maggio 2012

Gli ammorbidenti sono coadiuvanti di lavaggio, nel senso che accompagnano il lavaggio dei tessuti, e vanno ad integrarsi con l'utilizzo dei detersivi e vengono utilizzati per dare agli indumenti una piacevole sensazione al tatto.
Quali sostanze contengono? La composizione degli ammorbidenti include in prevalenza l'esterquat, molecole ammorbidenti la cui origine può essere vegetale o animale. Gli altri componenti sono quasi sempre additivi, profumi, addensanti o perlanti, coloranti ed altre sostanze spesso non biodegradabili.




Funzione dell'ammorbidente: queste particolari sostante presenti negli ammorbidenti producono una azione lisciante sulle fibre dei tessuti. Entrando più nel dettaglio, l'ammorbidente va a formare una specie di pellicola invisibile che aderisce ai tessuti e le dona morbidezza, eliminando l'elettricità statica dei capi appena lavati. A questo poi si aggiunge l'eventuale profumazione, con fragranze diverse di prodotto in prodotto.

Opinioni: 

"Questione Triclosan: fa davvero male?  Il triclosan è un clorofenolo attivo su molti batteri, impiegato da tempo come antisettico e disinfettante ed è presente in molti dentifrici, collutori, ma anche in altre tipologie di prodotti (come ad esempio in saponi, deodoranti e detersivi per la casa). Uno dei motivi su cui si basa l’attuale preoccupazione sulla sicurezza del triclosan è il fatto che la massiccia diffusione di questo composto antibatterico possa provocare un aumento della resistenza dei batteri ai più comuni antibiotici usati in campo medico, cosa che avrebbe conseguenze importanti soprattutto in ambiente ospedaliero. Per ridurre il più possibile l’eventuale induzione di resistenze batteriche l’organizzazione europea dei consumatori invita comunque a non eccedere nell’uso di prodotti contenenti questa sostanza e di limitarne l’impiego quando l’azione disinfettante non è necessaria.

Opinioni: 

Per guadagnarsi la fiducia del consumatore, molti prodotti riportano in etichetta informazioni riferite all'approvazione del prodotto da parte di organismi, associazioni ed enti di ricerca. In Italia frequentemente per i cosmetici si fa riferimento alle associazioni professionali di medici specialisti (dermatologi, dentisti, ginecologi...): si tratta di riconoscimenti la cui natura, consistenza e durata, così come il disciplinare di concessione e gli organismi deputati al controllo, non sono noti né facilmente conoscibili. A volte si tratta della mera esclusione di tossicità (ci mancherebbe altro). Anche l'uso della dicitura "raccomandato da..." non appare ad alcun titolo giustificabile, se non chiaramente in virtù di accordi economici.




Per quanto riguarda la menzione di test clinici effettuati "testato oftalmologicamente" o "testato dermatologicamente" ecc. a verifica della tollerabilità, dall'indagine Adiconsum è risultato che quasi mai si riesce a risalire a chi, come e quando abbia effettuato i fantomatici test, cosa ancor più vera quando si tratta di test che dimostrerebbero l'efficacia del prodotto nel conseguimento di un certo risultato, magari (fatto addirittura esilarante) quantificata in percentuali e tempi come "rughe ridotte dell'83% in due settimane"!!!

Opinioni: 

Rasterbrille o Pinhole glasses

17:28 venerdì 25 maggio 2012

Rasterbrille, gli occhiali coi buchi

Stimolano una impercettibile ginnastica dell'occhio, sono utili in fase di transizione e (a piccole dose) a chi non ha alcun problema di vista.



Si chiamano (dal tedesco) Rasterbrille: sono occhiali stenopeici a reticolato che permettono di vedere più nitido e di sciogliere le tensioni dei muscoli oculari attraverso un vero e proprio training visivo possibile proprio per la particolare forma e distribuzione dei fori, che consentono alla luce di raggiungere la pupilla con raggi paralleli.


Opinioni: 

Visto che poco fa ho postato un articolo sui siliconi (spesso presenti negli shampoo), andiamo a vedere l'INCI di un prodotto davvero buono in cui è proprio difficile trovare qualcosa che non vada.



TEA Lavaggi Frequenti è uno shampoo delicato a base di tensioattivi vegetali e facilmente biodegradabili, adatto a tutti i tipi di capelli, anche i più sottili e delicati che deterge con dolcezza. L'azione nutriente e ristrutturante è assicurata dalla presenza in formula di estratti di Malva e Calendula. Gli olii essenziali utilizzati ad azione funzionale ed aromatica sono italiani ed ottenuti da coltivazione biologica.

Opinioni: 

I siliconi in cosmesi

Conosciuti da decenni, solo agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, quindi da poco meno di vent'anni, sono stati introdotti massicciamente nelle preparazioni cosmetiche. Sono composti che non si trovano in natura, a base di silicio; se la natura produce tutta una serie di composti a base di carbonio, l'uomo ha prodotto in laboratorio analoghe sostanze a base di silicio, capaci di creare lunghe catene di legami chimici e dalle caratteristiche molto differenti.

I siliconi cosmetici

Tutti conoscono il silicone che si utilizza per le impermeabilizzazioni e per il fissaggio di materiali edili, si sa che il silicone viene utilizzato per protesi estetiche, ma meno conosciuto è il suo uso in cosmesi. Eppure gran parte dei prodotti cosmetici lo contengono, per le caratteristiche peculiari che ha.


Esistono moltissimi tipi di siliconi cosmetici, che vanno da quelli ciclici, con struttura ad anello, che sono pochissimo untuosi ed evaporano in poco tempo (cyclomethicone, cyclopentasiloxane, cyclohexasiloxane), a quelli mediamente unti e che non evaporano (dimethicone e composti) a quelli molto untuosi e pesanti, come il dimethicone copolyol.

Opinioni: 

Posto questo articolo comparso su "La Repubblica" circa un anno fa. Magari sarà un pò "vecchiotto" ma lo ritengo sempre valido ed attuale per far luce su lacuni meccanismi.

Stop allo yogurt con Lactobacillus anti-raffreddore. Cartellino rosso per il tè nero Camelia (non è vero che «aiuta a concentrare l'attenzione») e per il programma anti-cellulite Silhouette -5,6 cm. di giro vita in tre mesi - «perché non è accertato» che faccia perdere peso. La prima indagine europea contro le etichette-patacca del cibo "salutista" si avvia alla chiusura con un risultato da brividi: l'80% dei miracoli promessi sulle confezioni in vendita nei supermercati (spesso a prezzi da amatore) non hanno fondamento scientifico certo. La sentenza dell`Efsa - l'autorithy europea del settore alimentare è impietosa. Dei 2.150 casi esaminati finora da 20 scienziati indipendenti, quattro su cinque non hanno passato l'esame.




Comprese alcune grandi "star" degli scaffali. Un esempio?

Opinioni: 

MEA, DEA, TEA... No, non si tratta della grammatica di qualche lingua strana a noi sconosciuta. E' la "grammatica" della cosmesi e sta per Monoetanolammina (MEA), Trietanolammina (TEA), Dietanolammina (DEA).




La dietanolammina (Dea) e i suoi composti sono utilizzati come agenti emulsionanti e schiumogeni, e come regolatori del pH in shampoo, lozioni, creme e altri cosmetici. La Dea è utilizzata anche nei detersivi per i piatti, nelle vernici, nei prodotti farmaceutici, nei pesticidi agricoli, nei liquidi per la lavorazione dei metalli e in molte altre applicazioni industriali. Si produce facendo reagire l'ossido di etilene con l'ammoniaca, e può interagire con le ammine e i nitriti presenti in un prodotto o negli ossidi di azoto dell'aria formando la cancerogena N-nitrosodietanolammina (Ndela). (...) Benchè sia stato accertato che provoca il cancro negli animali da laboratorio (sic!), la Dea non è classificata cokme cancerogena per l'uomo. L'esposizione a breve termine per inalazione può causare irritazione al naso e alla gola, mentre l'esposizione cutanea può causare irritazione alla pelle. (Fonte: DAWN, MELLOWSHIP., (2011) "Belle senza paura. Saponi, shampoo, bagnischiuma, creme solari, trucchi. Come riconoscere ed evitare i "cosmetici cattivi"", Milano, Terre di mezzo Editore, pp.93-4)

Opinioni: 

Ho scritto t'amo sulla... pizza.

10:36 mercoledì 23 maggio 2012

Pizza nel cartone: mozzarella e inchiostro

Gli oli minerali impiegati per gli inchiostri dei cartoni della pizza possono finire nel cibo. Il problema è più grave per i cartoni riciclati e la temperatura elevata favorisce la trasmigrazione

Le scritte colorate stampate sui cartoni finiscono negli alimenti e rischiano di rovinarci l'appetito. In passato era stata accertata la contaminazione di idrocarburi nei pacchi di pasta e di riso. E si consigliava l'uso di una doppia confezione, che potesse isolare il cartone dallo stesso alimento. In questo caso invece sotto accusa sono i cartoni per la pizza.




Oekotest, la rivista di consumo tedesca che ogni mese documenta diversi test di laboratorio, ha rinvenuto la presenza di sostanze nocive in quantità preoccupanti nelle pizze cotte e confezionate al volo nei ben noti cartoni. Il problema si verifica soprattutto nei cartoni in carta riciclata e viene accentuato dalla temperatura elevata che accelera la trasmigrazione di oli minerali nei cibi.

Opinioni: 

Che cos'è

La dermatite da contatto, infiammazione cutanea dovuta all'interazione tra un agente esterno e la cute, è una delle più frequenti patologie dermatologiche.

Distinguiamo:
- una dermatite irritativa da contatto, o DIC, responsabile dell'80% delle manifestazioni, non su base immunologica, ma con danno tissutale diretto;
- una dermatite allergica da contatto, o DAC, immunologicamente mediata.

L'espressione clinica comune di questa infiammazione è l'eczema.




Dermatite irritativa da contatto

Vi sono oggigiorno più di 85.000 sostanze chimiche nell'ambiente: qualsiasi sostanza in particolari circostanze può diventare un agente irritante: la diagnosi di DIC si basa esclusivamente sulla storia anamnestica e sul quadro clinico, in quanto non esiste un test clinico per le sostanze irritanti.
Si definisce irritante una sostanza in grado di determinare un processo infiammatorio nella maggior parte degli individui quando applicata in concentrazione sufficiente e per un adeguato periodo di tempo.
Sono spesso determinanti per l'insorgenza di una DIC anche i fattori ambientali come l'umidità e la temperatura.

Le dermatiti irritative da contatto (DIC) si possono suddividere in:
- dermatite irritativa acuta, tossica, caratterizzata dalla comparsa rapida di eritema, vescicole e bolle con lesioni a limiti netti, dopo un singolo contatto con una sostanza chimica molto tossica (come un acido);
- dermatite irritativa cronica, più frequente, dovuta ad un insulto locale ripetuto, cumulativo: è causata da ripetute esposizioni a sostanze scarsamente irritanti (come saponi e shampoo).

Si manifesta con eritema, desquamazione, prurito, fissurazioni e lichenificazione; le lesioni sono scarsamente delimitate dalla cute circostante.

Dermatite allergica da contatto
 
Al momento sono stati identificati come allergeni da contatto più di 2800 sostanze.

Opinioni: 

Il precedente post terminava affermando che il limonene può essere prodotto anche con metodi di sintesi a partire da materiale inorganico come per esempio granuli di copertoni usati. Granuli di copertoni usati? Sì, proprio così. E' bastato un rapido giro per la rete per verificare la mole di articoli a rigardo di quanto letto appunto sul blog Trucchi svelati. Mai titolo di un blog fu così azzeccato visto il vero e proprio "trucco" svelato. Alla faccia del trucco! Nel caso voleste approfondire l'argomento, consiglio la lettura anche di questo articolo di Massimo Torsello: "Da dove viene il limonene? Un'altro duro colpo all'immagine dei solventi "naturali" spacciati per "salutari"". 




Magari avrò scoperto l'acqua calda (come mi capita spesso di dire), ma più leggo più vengo a conoscenza di cose che non mi sarei mai immaginato. E allora le condivido. In questo caso, ne approfitto per ampliare il discorso agli ammorbidenti. Ci tengo però prima a sottolineare bene una cosa onde evitare incomprensioni e fraintendimenti. Il limonene "è un monoterpene ciclico presente negli oli essenziali delle foglie di limone e arancio ai quali conferisce il caratteristico odore. Il problema non risale ovviamente all’origine in natura della sostanza bensì alla sua parallela producibilità con metodi di sintesi a partire da materiale inorganico, nello specifico da granuli di copertoni usati e petrolio. Detta in poche parole, vi sono due tipi di Limonene: uno naturale ed uno di sintesi estremamente dannoso e tossico." (Fonte: http://biomakeup.it/)

Ma cosa c'entra l'ammorbidente?

Opinioni: 

Sapone miele e lavanda realizzato da "La Saponaria" in occasione della giornata internazionale del risparmio energetico "M'Illumino di Meno". Come sempre questo sapone è stato realizzato con ingredienti a KM0 e a basso impatto ambientale... ma non solo. Per l'occasione è stato realizzato anche ad energia 0! Un piccolo gesto simbolico per ricordare che possiamo iniziare da subito, con le nostre abitudini quotidiane, a risparmiare energia e a pesare meno sulla nostra Terra.



Dalla confezione

Sapone all'olio extravergine di oliva biologico.
Miele & lavanda.
Emolliente e purificante.
Fatto a mano.
 

Indicato per pelli delicate grazie alle proprietà emollienti ed addolcenti del miele e all'azione nutriente dell'olio extravergine d'oliva e dell'olio di mandorle dolci. Arricchito con puro olio essenziale di lavanda che conferisce al sapone proprietà rilassanti, calmanti e svolge un'azione seboriequilibrante e purificante.

100% naturale.
Non contiene conservanti, coloranti nè profumi sintetici.
Incarto biodegradabile.

Nuovo INCI:
OLEA EUROPAEA OIL* (emolliente / solvente / vegetale)
COCOS NUCIFERA OIL* (emolliente / condizionante per capelli / coprente / condizionante cutaneo / solvente)
AQUA (solvente)
SODIUM HYDROXIDE (agente tampone / denaturante)
PRUNUS AMYGDALUS DULCIS OIL (condizionante cutaneo)
LAVANDULA HYBRIDA OIL* (emolliente)
MEL* (emolliente / umettante / additivo biologico)
ALKANNA TINCTORIA EXTRACT (vegetale)
CITRIC ACID (agente tampone / sequestrante)
TETRASODIUM ETIDRONATE (sequestrante / stabilizzante emulsioni / viscosizzante)
LINALOOL (Allergene del profumo)
LIMONENE (Allergene del profumo)

*Ingredienti da agricoltura biologica 95% del totale esclusa acqua e soda

Biocosmesi 95%
Certificato da Suolo e Salute srl


(Fonte: forum.saicosatispalmi.org)


Approfondiamo un attimino il perchè di quei due pallini gialli, posto sempre che il Biodizionario è una delle fonti e non la fonte depositaria della verità assoluta.

Opinioni: 

La quinoa è una pianta erbacea annuale, che presenta fusti fibrosi alti fino a 2 metri e sviluppa grosse spighe costituite da numerosissimi semi piccoli e rotondi che costituiscono la parte utilizzata come ingrediente di numerosi prodotti (...). Viene considerato un cereale ma non lo è realmente: appartiene alla famiglia dei Chenopodiaceae, la stessa a cui appartengono bietola e spinacio. La varietà coltivata è scientificamente chiamata Chenopodium quinoa. Cresce spontaneamente ma viene anche coltivata da migliaia d'anni nella regione delle Ande. Fu un piatto base nella dieta Inca ed era conosciuto come “grano madre”.
La pianta della quinoa è interamente utilizzata nell’alimentazione: le foglie vengono consumate come gli spinaci e di questi hanno le proprietà e ne ricordano il sapore. Quello che rimane della pianta, ossia il fusto, è usato come foraggio per il bestiame. Una grande capacità di adattamento ha permesso alla pianta di acclimatarsi nei diversi terreni e nelle diverse temperature lungo tutta la Cordigliera andina, innalzando fitti grappoli di grani minuscoli, con sfumature di colori vivi, dal giallo dorato al porpora. Con i semi di quinoa vengono prodotte anche la farina e la pasta.



La lavorazione della quinoa

Ai fini della trasformazione viene utilizzato prevalentemente il seme. Si raccolgono le spighe ad aprile, si essiccano al sole ed i semi vengono separati con la battitura. A questa fase seguono altri tre processi di lavorazione: la vagliatura, per separare il seme dalla pula; il lavaggio, per ridurre il contenuto di saponina - sostanza chimica presente nel seme - che conferirebbe sapore amaro; e infine l'asciugatura e l' imballaggio.

L'importante ruolo nutrizionale e benefico sulla salute

- Alto valore nutritivo: Il valore nutritivo è comparabile a quello del latte, addirittura superato in termini di contenuto
- Soluzione per i celiaci: È privo di glutine e quindi è utilizzabile da chi fosse affetto dal morbo celiaco.
- Elevato valore proteico: La quinoa è ricca di proteine con aminoacidi essenziali (non sintetizzabili cioè dall’organismo e quindi da assumere necessariamente con la dieta) quali la lisina, meglio bilanciati rispetto ai  cereali classici come frumento, orzo e riso.
- Elevato contenuto di vitamine e minerali: Rispetto ai comuni cereali la quinoa fornisce anche un maggior apporto di calcio, fosforo e vitamine del gruppo B necessarie alle migliaia di reazioni biochimiche in ogni cellula e la produzione di energia cellulare : essendo vitamine idrosolubili risultano facilmente metabolizzate dall’organismo. Significativa anche la presenza di vit. E, la più importante vitamina antiossidante liposolubile. Protegge particolarmente le membrane delle cellule nel sistema cardiovascolare , contro gli attacchi dei radicali liberi ed il conseguente danno ossidativo. La vitamina E è ricca di lipoproteine a bassa densità (LDL) e di altre particelle per il trasporto del colesterolo e grassi. Un effetto dimostrato della vitamina E è quello di limitare il potere di aggregazione delle piastrine in circolazione nel sangue, rendendolo quindi più fluido e riducendo il rischio di coaguli.

Opinioni: 

Il Farro (Triticum dicoccon)

12:17 domenica 20 maggio 2012

 Il Farro (Triticum dicoccon)


Struttura della pianta
La pianta è alta circa 130 cm e presenta spiga ristata grande e compatta con granelli (cariossidi) piccoli e ovali. Il farro è un cereale "vestito", in quanto la glumetta, la pellicola esterna del chicco, ricca di fibre, è perfettamente aderente e quindi non viene eliminata dalla normale raffinazione con rulli cilindrici a cui è soggetto il frumento.




Origine e coltivazione
Il farro è un cereale molto antico, sembra che il suo luogo di origine sia stata la Palestina, da qui si è poi diffuso in Egitto (è stato trovato nelle tombe egizie) e in Siria (è citato già nelle opere di Omero). Dopo la coltivazione di altre varieta' di cereali, in particolare frumento, mais e riso, la coltura del farro e' andata diminuendo nel tempo fin quasi a sparire. Oggi, riscoperto grazie alle sue ottime proprieta' nutrizionali, viene coltivato in Italia soprattutto in Garfagnana.
Il farro cresce bene su terreni poveri di elementi nutritivi, in zone collinari tra i 300 e i 1.000 m s.l.m. La semina avviene in autunno, su terreno precedentemente preparato, utilizzando seme vestito. La preparazione del terreno non fa uso di diserbanti. La pianta e' robusta e non ha bisogna di concimi chimici o fitofarmaci, essendo resistente al freddo, alle malattie e agli agenti infestanti. La raccolta, piu' tardiva rispetto a quella del grano, si effettua in estate con le normali macchine usate anche per la mietitura del grano.

Opinioni: 

Spunto per questo post, la terza puntata di "La chimica che ci spalmiamo addosso", è un campioncino di un balsamo corpo che mi gira da parecchi giorni tra le mani.




Questo è l'INCI:

INCI:
AQUA (solvente)
CERA MICROCRISTALLINA (legante / stabilizzante emulsioni / opacizzante / viscosizzante)
PARAFFINUM LIQUIDUM (antistatico / emolliente / solvente)
GLYCERIN (denaturante / umettante / solvente)
CETEARYL ALCOHOL (emolliente / emulsionante / stabilizzante emulsioni / opacizzante / viscosizzante)
HYDROGENATED COCO-GLYCERIDES (emolliente)
STEARYL ALCOHOL (emolliente / stabilizzante emulsioni / opacizzante / viscosizzante)
MYRISTYL ALCOHOL (emolliente / stabilizzante emulsioni / viscosizzante)
MARIS SAL (additivo biologico)
SODIUM CARBOMER (viscosizzante)
SODIUM ACRYLATES/C10-30 ALKYL ACRYLATE CROSSPOLYMER (filmogeno)
ALUMINUM STARCH OCTENYLSUCCINATE (assorbente / viscosizzante)
PHENOXYETHANOL (conservante)
METHYLISOTHIAZOLINONE (conservante)
LINALOOL (allergene del profumo)
BENZYL ALCOHOL (conservante / solvente)
or BENZYL ALCOHOL (alleegene del profumo / conservante / solvente)
BUTYLPHENYL METHYLPROPIONAL (allergene del profumo)
GERANIOL (additivo)
or GERANIOL (allergene del profumo)
LIMONENE (allergene del profumo)
ALPHA-ISOMETHYL IONONE (allergene del profumo)
PARFUM



Come scrive Elisa Nicoli: "in passato (i derivati del petrolio nda) erano più frequenti nella composizione dei cosmetici. Si trovano comunque ancora numerosi grassi minerali derivati dal petrolio, perche costano poco, sono stabili efacili da lavorare. Li si individua sulle etichette col nome di Mineral Oil, Paraffinum liquidum, Petrolatum, Vaseline. Sono poco dermocompatibili e non sono degradabili." (Fonte: Elisa, Nicoli,. (2011) "Pulizie creative. Detersivi e cosmetici naturali fai-da-te, per la casa e la cura di sè- Manuale con ingredienti e ricette.", Milano, Altraeconomia, p.56)

Opinioni: 
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